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  Universita' di Parma

(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 08/01/2002)

Seguirà, alle 16,30, nell'Aula Magna dell'Ateneo parmense, in via Università 12, una Tavola rotonda che avrà per titolo "Un consorzio interuniversitario per la ricerca agroalimentare", a cui parteciperanno gli Economisti delle Università citate, allo scopo di dare testimonianza della volontà di fare di Parma la sede di un centro di ricerca alimentare di alta specializzazione, come richiede la società dei consumatori. Proporre questa iniziativa a Parma è stato facile, quasi fisiologico, visto che apre un'ampia consultazione scientifica sul sistema agroalimentare italiano e internazionale, coinvolgendo Università e altre istituzioni di ricerca. I primi passi si muoveranno in sintonia con la ristrutturazione in atto nei centri di ricerca italiani: anche sotto questo profilo il momento è favorevole. Infatti, la stessa partecipazione dell'Italia all'area dell'euro impegnerà il Paese a ottimizzare la spesa per la ricerca scientifica, e il percorso proposto dal Consorzio è il più facile da percorrere, anche grazie alle sinergie che può esprimere.


Ciò che si intende fare è coinvolgere nella programmazione le imprese private e le Amministrazioni Pubbliche territoriali, aprendo così una nuova fase della ricerca agroalimentare delle regioni d'Italia, allineandola con quanto di più avanzato è stato realizzato da alcuni centri all'avanguardia all'estero. In futuro ricerca pura e applicata passeranno attraverso aggregazioni sempre maggiori di risorse: l'Italia comincia oggi a realizzarne una nell'ambito agroalimentare, qui a Parma, partendo al momento giusto e in un comparto strategico. Nei giorni scorsi è iniziata la sostituzione delle monete nazionali con l'euro e tra qualche mese si avrà la decisione su dove collocare la sede dell'Authority alimentare dell'Ue. Gli economisti agroalimentari sapendo che a Parma vi sono cultura, esperienza e potenzialità di ricerca maggiori che altrove, auspicano che la scelta cada su Parma, perché qui l'Università si è organizzata insieme ai dipartimenti economici più specializzati del Paese e continuerà a farlo insieme con le altre istituzioni di ricerca del Paese.