(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 03/01/2002)Torna in
Italia uno dei più grandi "tesori" dell'Antica Roma: si tratta delle oltre
100.000 monete in bronzo argentato di età imperiale, scoperte recentemente in Libia, nei
pressi della odierna città di Misurata. Un tesoro inestimabile, unico al mondo, che il
Dipartimento delle Antichità della Repubblica Araba Popolare Socialista Libica ha
affidato, con l'obiettivo di svelarne i segreti, all'Istituto per le Tecnologie Applicate
ai Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma. "Possiamo
finalmente analizzare - spiega il Direttore dell'ITABC, Salvatore Garraffo, responsabile
di questo incarico - il più grande patrimonio di monete del mondo antico ufficialmente
noto, giunto miracolosamente intatto sino a noi grazie al particolare modo di
conservazione in grosse anfore od olle, che vennero sotterrate a gruppi intorno a un
piccolo edificio rustico per proteggerle, molto probabilmente, da un pericolo
imminente". Una vera fortuna, che ha permesso di riportare alla luce un patrimonio
archeologico di incredibile valore storico, che copre un periodo databile tra la fine del
III ed i primi decenni del IV secolo, ovvero dall'età di Diocleziano a quella di
Costantino il Grande, e che permetterà di ampliare notevolmente il quadro di informazioni
sulla circolazione monetaria. |
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Il lavoro di restauro, in parte già avviato, potrà
avvalersi di un innovativo set di strumentazione portatile per la caratterizzazione non
distruttiva della lega e della patinatura delle monete, sviluppato in collaborazione con
il Laboratorio del Sud (Catania) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, realizzato
nell'ambito del Progetto Finalizzato 'Beni Culturali' del CNR.
"Una volta ultimato lo studio - conclude Garraffo - entreremo in possesso di una
messe di indicazioni preziose per la ricostruzione delle vie del rifornimento di
circolante nella regione, dal momento che questo tesoro comprende tutte le principali
zecche attive nell'epoca, da quelle della Gallia e della Britannia, a quelle dell'Asia
Minore". |