(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 26/04/2002) A tracciare questo profilo del rapporto di coppia è uno studio condotto da Rita D’Amico, dell’Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma, condotto su un campione di 240 persone (donne e uomini compresi tra i 19 e 58 anni).
A dominare la classifica dei sensi di colpa è quello relativo all’ipotesi di una rottura della relazione (43% degli intervistati), che oscilla tra il pensiero di lasciare il partner e l’impressione di non esserne più veramente innamorati.
Al secondo posto nell’elenco di questa particolare classifica troviamo il ricorrente conflitto tra il coniugare i propri bisogni con quelli del partner (38% degli intervistati).
Molto elevata è anche la percentuale di coloro che provano un senso di colpa per il fatto di mantenere la propria autonomia nella relazione (37%), o di non accettare alcuni tratti del carattere dell’amato, criticandolo apertamente in presenza di altri (35%). |
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Stranamente molto bassa risulta invece la percentuale di coloro che si sentono in colpa per aver tradito veramente il partner: appena il 9% del campione, che passa al 25% se il tradimento è solo virtuale.
Bugie e inganni fanno invece risalire la percentuale, suscitanto sensi di colpa nel 33% degli intervistati, che passano al 22% quando si va contro le aspettative del partner , al 18% quando non si mantengono gli impegni presi e al 17% quando si ritiene di prendere di più di quanto si dà.
Ma quanti sono invece i mostri che non conoscono questo sentimento? Secondo la ricerca pochissimi, visto che appena 2 su 240 hanno confessato di non sentirsi mai in colpa: “ La dimostrazione – afferma Rita D’Amico, che ha raccolto i risultati dello studio nel libro Le colpe degli amanti (Il Mulino Editore) – che il senso di colpa é diffusissimo; non costituisce comunque solo un’emozione spiacevole e può rappresentare una molla per migliorare i rapporti sentimentali”.
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