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  Universita' di Trento

(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 23/04/2002)

Alla presentazione del volume hanno preso parte questa mattina i rappresentanti delle istituzioni scientifiche trentine, coinvolte nel progetto di ricerca. Il rettore dell'Università di Trento, Massimo Egidi, ha sottolineto l'importanza della promozione della ricerca scientifica di alto livello. "Far comprendere il valore e l'utilità sociale della ricerca scientifica - ha evidenziato Egidi - è un dovere delle istituzioni universitarie, soprattutto in casi come questo, in cui i risultati coinvolgono un settore di grande interesse per tutta la comunità. Specialmente nelle zone montane infatti, la ricerca sui temi dell'ecologia e della tutela del patrimonio naturale e faunistico, può avere un impatto rilevante nell'indirizzare le scelte di carattere politico, ambientale e sociale e nelle strategie di tutela della salute pubblica". Il volume riassume le conoscenze attuali e le esperienze acquisite dalla ricerca internazionale in tema di malattie degli animali selvatici e fa il punto sulle possibili modalità di intervento. Particolare enfasi viene data alla necessità di affrontare i problemi di gestione delle malattie negli animali selvatici utilizzando un approccio scientifico - basato sulla conoscenza dei meccanismi che causano la diffusione di malattie negli animali - che tenga conto della necessità di conservare le popolazioni selvatiche, evitando ad esempio la scomparsa di specie minacciate, in un ottica di un concreto sviluppo sostenibile. "Questo progetto di ricerca di respiro internazionale - ha sottolineato l'assessore provinciale alla ricerca Mauro Leveghi nel suo intervento di saluto - testimonia ancora una volta la forte sinergia che unisce gli enti di ricerca del territorio trentino in iniziative di eccellenza. 


La Provincia autonoma di Trento in questi anni si è impegnata in una programmazione attenta degli interventi sul territorio, per promuovere lo studio dell'ambiente e delle sue caratteristiche, con particolare attenzione verso gli aspetti di tutela e salvaguardia del patrimonio naturalistico". Soddisfazione per il lavoro svolto congiuntamente dai vari enti di ricerca è stata espressa anche dalla direttrice dell'ITC-irst Luigia Carlucci Aiello, che ha evidenziato l'importanza della collaborazione a livello internazionale tra istituzioni, come "presupposto per ottenere cambiamenti significativi e benefici anche nel panorama locale".  Il presidente del Centro di Ecologia Alpina, Claudio Genchi, ha ripercorso idealmente le tappe della genesi del volume. Partendo dall'esigenza di rispondere a un problema locale e concreto - come le aggressioni da zecche alla popolazione trentina, registrata qualche anno fa - i ricercatori hanno ampliato gradualmente il campo di studio, raggiungendo risultati di portata internazionale. "Il lavoro di ricerca - ha ricordato in conclusione Genchi - è il frutto della combinazione di competenze diverse. Matematici, biologi, fisici e veterinari hanno collaborato fianco a fianco per gettare le premesse per una lotta integrata a quelle che possono essere definite "le malattie del futuro". Alcuni fenomeni naturali (come le variazioni climatiche - il cosiddetto "global warming"), insieme alle modificazioni degli equilibri dovute all'intervento dell'uomo, potrebbero infatti portare in futuro alla proliferazione di alcuni animali (come le zecche), portatori di alcune pericolose malattie per l'uomo.