(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 18/04/2002) Un convegno che mira da un lato a portare alla luce le motivazioni profonde relative all’edificazione in terra friulana di una ennesima “città di fondazione”, dall’altro a dare conto dell’immagine di un agglomerato urbano nel quale si sono intrecciati sin dall’origine, e continuano a persistere in un intreccio quotidiano storia e memoria, vissuti collettivi e sentimenti autarchici.
Ma anche un convegno che intende indagare il ruolo ricoperto nell’impresa dai funzionari del regime, dagli esponenti del capitale privato coinvolti nell’operazione (la Società Nazionale Industria Applicazioni Viscosa, incarnata nel corso di tutti gli anni Trenta da Franco Marinotti) e dell’artefice del primo progetto urbanistico della città, l’architetto Giuseppe De Min, degno rappresentante di quella nuova figura professionale di “architetto integrale” nella quale il fascismo aveva trovato un tecnico per l’organizzazione del consenso. Un’occasione per rileggere in modo critico la vicenda di Torviscosa attraverso la consuetudinaria analisi delle fonti scritte, ma anche attraverso l’esame dei testi visivi e audiovisivi in cui l’evidenza e la pregnanza dell’immagine si presentano a molteplici momenti di verifica e di comparazione. |
|
Giovedì 18 aprile, dalle 10 alle 13, dopo gli interventi di saluto delle autorità accademiche e dell’Associazione culturale
Maié, l’arch. Paolo Nicoloso parlerà de “L’‘architetto integrale’: un tecnico per l’organizzazione del consenso”. “Le città di fondazione durante il fascismo: il caso di Torre Viscosa” sarà il tema trattato dell’arch. Massimo
Bortolotti. Chiuderà la mattinata la relazione del prof. Leonardo Quaresima, della
università di Udine, che parlerà de “Il Castello di Antonioni”. Nel corso dell’intervento verrà proposta la proiezione del cortometraggio del 1949 “Sette canne un vestito” di Michelangelo
Antonioni. Nel pomeriggio, dalle 15 dalle 17, la dott.ssa Roberta Valtorta parlerà de “Il ‘luogo urbano’ come concetto fotografico”. Su “La fotografia come fonte per la storia dell’industria e del lavoro” parlerà il dott. Antonio
Giusa. La dott.ssa Viviana Rocco porterà il suo contributo su “Archivi fotografici industriali: l’esperienza Pirelli”.
|