(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 16/04/2002) Antigone, la ragazza che morì per aver reso al fratello gli onori dovuti ai morti, fu condannata, com’è noto, ad essere sepolta viva. Entrò nella morte viva e intatta. Fin da bambina, secondo quanto Sofocle ci racconta in Edipo a Colono, accompagnò il padre cieco; visse poi con i fratelli nel palazzo reale di Tebe per un tempo assai breve, finché non scoppiò la lite mortale tra Eteocle e Polinice. Promessa al cugino Emone, figlio del tiranno che doveva condannarla ad una fine tanto crudele, ebbe appena il tempo di sapere di esistere, di vedersi e di essere vista. Innocente travolta in una storia di guerre e potere.
Per presentare l’iniziativa agli studenti, e perché l’occasione teatrale possa diventare stimolo per un momento di approfondimento e confronto, è previsto un colloquio sull’argomento tra alcuni studiosi, giovedì 18 aprile alle ore 15.30 nell’Aula D al secondo piano delle Facoltà di Lettere e di Lingue, in via San Francesco 22 a Verona. |
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Si terrà l’incontro Le voci di Antigone, conversazione con Erminia Macola dell’Università di Padova che parlerà di Antigone: un libero impulso del cuore e con Carlo Ferrucci dell’Università di Roma che proporrà Il teatro creaturale di Maria Zambiano.
L’Antigone che verrà portata in scena al Teatro Camploy non è l’eroina canonizzata dalla tradizione, fissata nella luce del suo gesto di ribellione che fronteggia Creonte, bensì la ragazza senza terra, sola “nel silenzio e nell’essenza degli dei”. Nella tomba in cui Antigone è sepolta viva, si fa strada l’evento impercettibile attraverso cui va germinando il significato fondamentale della sua figura mediatrice fra amore e conoscenza.
Nell’intrecciarsi dei monologhi e dei dialoghi la storia viene così sviscerata.
I biglietti Intero €10,00 o Ridotto solo per studenti €1,00 possono essere acquistati la sera stessa dello spettacolo presso il botteghino del teatro a partire dalle ora 20.00.
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