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  Universita' di Torino

(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 16/04/2002)

Negli ultimi decenni lo studio delle
particelle elementari ha portato ad una scoperta del tutto inattesa: i
fenomeni microscopici non sono dopotutto completamente simmetrici tra passato e futuro. L'asimmetria temporale nella fisica delle particelle emerge però solamente in alcuni fenomeni di alta energia, e non ha
praticamente nessun effetto sulla meccanica degli atomi, che resta a
tutti gli effetti simmetrica tra passato e futuro. Malgrado queste nuove scoperte l'interpretazione della differenza tra passato e futuro resta essenzialmente quella formulata da Boltzmann. Anche se le recenti scoperte di una asimmetria tra passato e futuro nella fisica delle particelle non hanno nulla a vedere con la freccia del tempo, esse permettono di spiegare un'altra asimmetria ben evidente nel nostro universo, quella tra materia ed antimateria. Le asimmetrie temporali nelle interazioni tra particelle hanno quindi un importante ruolo nella
genesi dell'universo che conosciamo ed in cui viviamo. Nicola Cabibbo, nato a Roma il 10/4/1935, è Professore Ordinario di Fisica delle Particelle Elementari presso l'Università di Roma "La
Sapienza". 


La reputazione scientifica di Nicola Cabibbo è basata sulla scoperta di un fenomeno fondamentale delle forze deboli, cui è stato dato il nome di "angolo di Cabibbo": una delle conquiste più significative della fisica teorica moderna. Professore e collaboratore di alcune tra le più prestigiose Istituzioni universitarie straniere, Nicola Cabibbo è una delle figure più illustri della fisica subnucleare. Recentemente gli interessi scientifici di Cabibbo si sono estesi all'applicazione dei supercomputer a problemi di fisica teorica. In questo quadro Cabibbo ha diretto la realizzazione della famiglia dei supercalcolatori "paralleli" 

APE100, attualmente all'avanguardia sul piano mondiale.
Nicola Cabibbo è stato dal 1983 al 1993 Presidente dell'Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare, e dal 1993 al 1998 Presidente dell'Ente
per le Nuove tecnologie l'Energia e l'Ambiente (ENEA). È attualmente
Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.

Ingresso libero