(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 08/04/2002)
Lunedi 8 aprile alle ore 16
Scuola Superiore di studi umanistici, via Marsala 26, Bologna “L’archeologia di Ebla, la leggenda di Troia e la preistoria dell’Iliade”
martedi 9 aprile alle ore 9
Aula Prodi, piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna “Re, dei, sudditi: la comunicazione visiva nell’arte della
Mesopotamia” Paolo Matthiae è ordinario di Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico all'Università di Roma "La Sapienza" e ed è stato lo scopritore, trent’anni fa, della mitica Ebla, in Siria, dove ogni anno torna, con la sua équipe, a dirigere gli scavi. Ebla, la leggendaria città sorta intorno al 2400 avanti Cristo e diventata presto uno dei più importanti centri del Vicino Oriente antico, è stata un vero e proprio assillo per le schiere di archeologi che per circa ottant'anni l'hanno cercata dappertutto, sulle rive dell'Eufrate, nella Turchia meridionale, in alcune zone a ridosso del Mediterraneo. |
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E invece era lì, nascosta sotto un cumulo di terra alto quanto una collina che i siriani chiamano Tell
Mardikh, distante una sessantina di chilometri da Aleppo. "Dopo trentasette campagne di scavo abbiamo portato alla luce meno di un decimo dell'insediamento", spiega Paolo
Matthiae. "La zona orientale è quasi completamente intatta e non esiste motivo di ritenere che tutti gli edifici monumentali stessero nella parte occidentale della città, è quindi lecito aspettarsi ancora molto”. Paolo Matthiae collabora con "Il Corriere della Sera" e "Il Messaggero". Tra le sue opere più recenti:
Ebla, un impero ritrovato. Dai primi scavi alle ultime scoperte (1989 e 1995),
Ebla, la città rivelata (1995), L'arte degli Assiri. Cultura e forma del rilievo storico (1996), e ha curato “La storia dell’arte dell’oriente antico”, volume che illustra l'arte orientale tra il 2100-1600 a.C.
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