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  C.N.R.

(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 29/03/2002)

Secondo lo studio ILSA (Studio Italiano Longitudinale sull’Invecchiamento) i nuovi casi di Alzheimer sono 80.000 l’anno (con una incidenza media dello 0,66% nella popolazione anziana), quelli di demenza vascolare 40.000 (con una incidenza dello 0,33%), più altre forme meno frequenti di demenza. “Abbiamo riscontrato – spiegano Antonio Di Carlo e Marzia Baldereschi, i ricercatori del CNR che hanno effettuato questo studio assieme a Domenico Inzitari dell’Università di Firenze – una maggiore incidenza dell’Alzheimer tra le donne rispetto agli uomini (0,9% contro lo 0,4%), mentre nel caso della demenza vascolare si verifica esattamente il contrario, con gli uomini ad essere colpiti più delle donne (0,4% contro lo 0,2%)”.
Un quadro preoccupante, che incide pesantemente sul sistema sanitario nazionale e soprattutto sulle famiglie e che rischia di peggiorare ancora:
“Se consideriamo l’attuale andamento demografico e il conseguente invecchiamento della popolazione – sottolineano i ricercatori del CNR – possiamo prevedere infatti che nel 2020 i nuovi casi di demenza saliranno a 213.000 l’anno, di cui 113.000 attribuibili all’Alzheimer e 57.000 alla demenza vascolare”.


 La soluzione a questo problema viene soprattutto dalla ricerca medica, i cui effetti positivi su demenza vascolare e Alzheimer potrebbero contribuire a ridurre il tasso di incidenza dell’1% l’anno, invertendo così la tendenza negativa. Anche l’investimento in formazione può dare il suo contributo, in quanto è dimostrato che un più alto livello d’istruzione ha un effetto protettivo nei confronti del rischio di sviluppare la malattia. Lo studio è stato condotto nell’ambito del Progetto Finalizzato Invecchiamento del CNR, diretto da Luigi Amaducci e, poi, da Domenico Inzitari, che attualmente prosegue con il Progetto Strategico Biologia dell’Invecchiamento diretto da Pierugo Carbonin con la collaborazione dell’Istituto Superiore Sanità. La demenza è una patologia altamente invalidante. Quasi tutti i soggetti con demenza presentano disabilità nelle attività quotidiane, e in oltre il 60% dei casi la disabilità è di grado moderato / grave. I dati dello studio ILSA consentono di ottenere una valutazione accurata del peso della demenza sulla società, sui sistemi sanitari e sulle famiglie. Le stime per gli anni a venire sono indispensabili per una corretta programmazione sanitaria in questo settore.