(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 23/04/2002)
La prima scoperta del sito archeologico e' del 1956, ma solo nell'85 furono fatti scavi di saggio ed individuate 24 sepolture. Di nuovo abbandonato dagli archeologi, quattro anni piu' tardi, la zona e' stata occupata da un migliaio di famiglie messe in fuga dalla guerriglia e che hanno costruito la favela che hanno chiamato Tupac Amaru, dal nome dell'ultimo sovrano Inca o forse proprio di quei guerriglieri dai quali scappavano (il Movimento Rivoluzionario Tupac
Amaru).
Ma le acque reflue dell'insediamento (ben 180mila litri al giorno) hanno allagato le tombe, e le mummie, fino ad allora preservate dall'aridita' del suolo, hanno iniziato a decomporsi. Cosi', anni dopo, sono arrivati i buldozer, facendo nuovi danni, e si e' tornato a parlare del sito. Solo nel 1999 gli archeologi hanno potuto iniziare una vera campagna di scavi, anche grazie ai fondi della National Geographic Society. Cosi' a Tupac
Amaru, nel dedalo di stradine tortuose tra le baracche sono apparsi i ponticelli, i muri di contenimento, gli attrezzi dei ricercatori e molti tra gli abitanti sono stati arruolati come scavatori nell'esercito degli archeologi. |
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E dal sottosuolo sono emersi i bozzoli di mummie, fasciature di metri e metri di cotone all'interno delle quali ci sono gruppi di individui, adulti e bambini, e quanto si pensava potesse servire loro, dal vasellame ai chicci di mais per produrre la
Chica, la tipica bevanda fermentata degli Inca. Per i principi, anche le collane di rare conchiglie
spondylus, i copricapo di piume coloratissime. Tra i bozzoli, quello del 'Re del
cotone', chiamato cosi' perche' si trattava di un individuo di alto rango, assieme ad un bambino, con provviste, vasellame, pelli di animale, tutto avvolto in 130 chili di cotone grezzo.
E ancora le 40
'falsas cabezas', bozzoli dalla forma vagamente umana, con un protuberanza di tela imbottita a volte coperta da una maschera o con una parrucca di fibre vegetali: all 'interno diversi individui e ancora le loro suppellettili. Ma i soldi stanno finendo di nuovo. Anche per questo la National Geographic Society oggi parla, tramite il professor Cock che raccontera' del 're del cotone' sul numero di maggio del National Geographic Magazine.
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