(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 22/04/2002)
Il sottosegretario di Stato On.le Antonio Guidi intervenuto al congresso ha promesso agli psichiatri riuniti a Roma un potenziamento dei cosiddetti SERT, i servizi di disintossicazione per l'alcool e gli stupefacenti.
Oltre alle malattie organiche, gli alcolisti vengono colpiti infatti anche da numerosi disturbi psichiatrici come ansia e depressione, diventando preda del fenomeno dello STIGMA che dà il titolo al congresso e significa vergogna di malattia.
Chi è alcolista infatti si vergogna di esserlo e, ancor di più, lo sono i suoi parenti e compagni di vita.
Finora nel trattamento dell'alcolismo cronico erano stati infatti utilizzati gli antidepressivi e fra essi sta emergendo l'efficacia dei cosiddetti NaSSA (che sta per Noradrenergic and Specific Serotonoinergic Antidepressant, cioè antidepressivi noradrenergici e
serotonino-specifici). Il fatto che a questa stessa classe appartenga anche il bupropione, nato come antidepressivo e poi diventato il farmaco per smettere di fumare, fa sospettare che nella doppia azione sui neurotrasmettitori noradrenalina e serotonina posseduta da questi farmaci, si nasconda la chiave per liberarsi da dipendenze "minori" come quella da fumo o da alcol.
"Gli studi stanno dimostrando che la ragione delle specifiche proprietà del capostipite dei Nassa, la mirtazapina -ha detto a Roma lo psichiatra Marcello Nardini dell'Università di Bari- potrebbe risiedere nella capacità di far aumentare il rilascio del neurotrasmettitore dopamina a livello della corteccia cerebrale frontale.
L'epoca in cui viviamo è caratterizzata da una notevole quantità di comportamenti d'abuso e conseguentemente da fenomeni di dipendenza da varie sostanze, dall'alcol, al fumo, alle droghe.
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Gli psichiatri raccontano che è sempre più frequente imbattersi in situazioni di comorbidità psicopatologica e di cosiddetta doppia diagnosi.
Poter disporre di farmaci maneggevoli che, oltre ad agire sulla componente depressiva e ansiosa (che rappresentano i quadri di comorbidità più frequenti), funzionano anche sulla
"appetizione" e sulla dipendenza da sostanze, è certamente di grosso ausilio per i medici e soprattutto per i pazienti.
"Nella nostra esperienza la mirtazapina si pone ormai come prima scelta in questo tipo di situazioni -ha dichiarato al congresso lo psichiatra Aldo Felice
Bilone, dirigente del Primo servizio psichiatrico dell'Ospedale Civile Maggiore di Verona- Al di là della
comorbidità, o meglio della doppia diagnosi, stiamo studiando la mirtazapina sia come antidepressivo specifico da usare nell'alcolismo, sia come farmaco
anticraving, cié capace di ridurre il desiderio di alcol.
Il farmaco ideale capace di agire sia sull'umore depresso frenando contemporaneamente anche il desiderio di bere teoricamente non esiste, ma alcuni tendono ad avvicinarsi molto al farmaco ideale che dovrebbe essere
antidepresivo, sedativo-ansilitico, senza compromettere la funzionalità epatica già danneggiata dall'alcol, stimolando anche l'appetito che spesso è perduto dagli alcolisti, senza effetti negativi sulla sessualità.
Oggi abbiamo a disposizione un farmaco che rispondre a queste caratteristiche: la mirtazapina e adesso lo studieremo su due fronti: quello specifico dell'azione antidepressiva nell'alcolista e quello di
anticraving.
Siamo certi di trovare positività su entrambi i fronti e presto se ne vedranno i risultati"
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