(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 16/04/2002)
Ma la scelta astratta aveva motivazioni proprie, gia' delineate tra i concetti chiave espressi nel 'Manifesto' del 1910.
Il cammino di Boccioni, seguito a breve distanza da Severini e Balla, e' assai diverso da quello intrapreso da altri artisti europei. Con cui i futuristi polemizzarono non poco, come nel caso di Kandisky, considerato, con 'Acquarello astratto' il padre dell'astrattismo.
Gli artisti italiani erano arrivati all'astrattismo perseguendo un approccio emotivo alla realta', da cui non potevano prescindere, mentre Kandisky veniva criticato per quel suo riferirsi solo alla propria
interiorita'.
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La mostra si sofferma sui venti anni di futurismo, dedicando al movimento le sezioni iniziali, per illustrare attraverso le opere di
Depero, Dottori, Evola, come l'astrazione si faccia piu' libera nei secondi anni '10 o l'affermarsi dell'arte meccanica negli anni '20 o la proiezione cosmica con i contributi piu' importanti di
Prampolini. La rassegna pero' non finisce qui e documenta con tele e sculture significative anche altri movimenti, come quello dell'Arte Concreta degli anni '40-50 (Berti,
Nigro, Bonfanti), 'Forma' (Dorazio, Turcato, Accardi), l''Astratto -
Concreto' (Afro, Birolli), lo 'Spazialismo' (Fontana, Crippa, Tancredi) ed infine 'Segno e Materia'
(Prampolini, Cagli, Capogrossi, Scialoja).
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