(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 06/03/2002)
Il titolo della mostra 'I tre anelli' si ispira al canovaccio di una novella medievale che si trova nel 'Novellino', nel 'Decameron' di Boccaccio e che riemerge anche nel tardo Illuminismo tedesco nel dramma 'Nathan il saggio' di Ephraim G. Lessing. Secondo il racconto, il passaggio di regno da padre in figlio era accompagnato dal dono dell' anello del re al primogenito. Pero' un padre che aveva tre figli trovo' il modo di essere imparziale: fece fondere due anelli uguali al primo e a ciascuno dei tre figli ne lascio' in eredita' uno. Ognuno di loro era convinto di possedere l' originale, ma solo il padre era al corrente della
verita'.
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Come si sottolinea nella parte introduttiva alla mostra, in cui sono esposti esemplari delle opere che riportano la novella, accade lo stesso anche per le tre religioni monoteistiche, Ebraismo, Cristianesimo e Islam, che si fondono tutte su rivelazioni storiche di Dio: ognuna sostiene la propria
autenticita', ma nessuna puo' pretendere di sopprimere l'altra e i tre monoteismi sono quindi chiamati a una convivenza improntata al rispetto reciproco. Nelle vetrine in cui si snoda la mostra sono esposti complessivamente 30 antichi volumi: libri sacri delle tre religioni, geografie dei luoghi sacri, calendari che indicano le festivita' religiose, studi scientifici, leggi, testi astronomici.
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