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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 05/03/2002)

Appartenuta alla famiglia Fuerst del Liechtenstein sin dal XVIII secolo, vi e' stata riconosciuta la mano di Rubens grazie all'indagine di revisione condotta su documenti e disegni negli inventari della collezione, talvolta riportanti errate attribuzioni come dimostrato in questo caso da Gordon. Di grandi dimensioni, l'opera e' un'ambiziosa e complessa composizione affollata di figure, in una modalita' che risulta nuova all'arte fiamminga e annuncia l'avvento del Barocco in Nord Europa. 


Caratteristici del Barocco sono infatti i corpi legati fra loro in una drammatica tensione di muscoli e voluminosi drappeggi, ma il tipo di composizione allude anche all'arte classica, in particolare al gruppo scultoreo del Lacoonte. Nella donna in primo piano al centro, tesa nello sforzo di allontanare un uomo barbuto e trattenere il suo bambino, e' riconoscibile una somiglianza con la Dalila del dipinto di Rubens alla National Gallery.