(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 07/02/2002)
Le opere in mostra coprono un arco di tempo che va dal 1924 - data ufficiale della nascita del movimento - agli anni piu' recenti. Presenti tutte le grandi icone del Surrealismo visionario: opere di Giorgio De Chirico, Salvador Dali', Marcel Duchamp, Max Ernst, Alberto Giacometti, Rene' Magritte, Man Ray, Joan Miro', Andre' Masson e Pablo Picasso che provengono dalla Tate Modern di Londra, dove si e' tenuta la prima tappa dell'esposizione. ''Guidata dall'incrollabile certezza che l'amore, il desiderio e la liberta' di immaginazione erano la salvezza dell'umanita', la visione surrealista si e' espressa in alcune delle opere piu' provocatorie del XX secolo'', ha detto Philippe de Montebello, direttore del Metropolitan. Provocazione, erotismo e desiderio si trovano in ''the Rape'' (Lo stupro) di Magritte, uno dei capolavori di punta, che raffigura un volto di donna meticolosamente rappresentato come un corpo femminile, e che suggerisce un'ambiguita' sessuale.
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Del desiderio di amare ed essere amati, del potenziale preludio all'esperienza amorosa ed erotica, dell'impulso a creare un contatto e a mantenere al tempo stesso una distanza attraverso una visione oggettivante ha scritto a lungo Andre'
Breton, descrivendo nei suoi testi rivoluzionari l'opera di Giacometti che tanto lo aveva affascinato, ''The Invisible
Object'' (L'oggetto invisibile, 1934), anch'esso in mostra. Grande rilievo e' stato dato alle opere delle protagoniste donne, che hanno scioccato il pubblico con i loro racconti dell'inconscio: Frida Kahlo con il suo ambiguo e ossessivo gioco
sull'identita'; Dorothea Tanning che si rappresenta seminuda, davanti ad un enigmatico labirinto di porte aperte e chiuse; infine
''Torso'', scultura erotica di Louise Bourgeois, anch'essa un emblematico autoritratto.
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