(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 16/01/2002)
Queste parole pronunciate piu' tardi da
Matisse:''Un Cezanne e' un momento dell'artista, un Sisley invece un momento di natura''
evidenziano un'altra caratteristica fondamentale della sua arte: il suo modo lirico e
commosso di sentire e interpretare il paesaggio, per cui la sua pittura viene affiancata a
quella del grande pittore romantico inglese John Constable, al quale Sisley guardo' come
un maestro. Ad aprire la rassegna - e' detto in una comunicato - sara' una testimonianza
della produzione degli anni sessanta - di cui sono giunti fino a noi pochissimi esemplari
- quando Sisley compie i primi passi, ispirati dallo studio di Constable, Corot, Courbet,
e degli altri maestri della scuola di Barbizon. Il percorso espositivo prosegue
presentando le opere delle tre decadi successive che mettono in luce lo sviluppo della
tecnica pittorica dell'artista e la sua personale declinazione dell'impressionismo. In
particolare, viene documentata la sua risposta alla cosiddetta crisi del movimento degli
anni Ottanta, che lo vede tornare a scommettere sulla pittura en plein air, su quel
rapporto diretto, intimo e poetico con la natura da cui scaturiscono i suoi bellissimi
paesaggi. |
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Il succedersi delle opere esposte conduce il visitatore in una
sorta di viaggio itinerante attraverso i luoghi cari al cuore e all'arte di Sisley,
fermati sulla tela dal pennello sensibile dell'artista nell'attimo in cui un certo vibrare
della luce o una particolare condizione atmosferica destarono la sua ispirazione: un
angolo di Louveciennes o di Argenteuil silenziose sotto la neve; la cittadina di
Port-Marly inondata dal fiume; lo scenario della Senna nei pressi di Bougival dai tenui,
freddi cromatismi o, piu' tardi, le splendide vedute di Saint-Mammes con le brezze che
l'attraversano scompigliando le rive erbose del fiume; le coste deserte del Galles con il
mare increspato e il cielo chiaro; quindi Moret-sur-Loing, i colori caldi del tramonto che
accarezzano la città o il gelo dell'inverno lungo il canale rimasto deserto. Infine, la
chiesa di Moret: lo stesso soggetto dipinto decine di volte - coeva e' l'esperienza
dell'amico Monet con la cattedrale di Rouen - e come esito un quadro sempre diverso, ricco
di nuove misteriose suggestioni. Curatrici della rassegna sono MaryAnne Stevens, Senior
Curator e Collections Secretary alla Royal Academy of Arts di Londra, e Ann Dumas,
studiosa specializzata nell'arte francese dell' Ottocento. Mostra e catalogo a cura di
Mary Anne Stevens e Ann Dumas.
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