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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 14/01/2002)

Fibre ottiche vengono utilizzate per ottenere un effetto tridimensionale nelle proiezioni video, o per attivare meccanismi nascosti nelle installazioni. Il mondo fantastico dell'artista lascia trasparire una visione critica della societa' nipponica, in composizioni non cosi' distanti (come si potrebbe supporre) dai quadri allegorici della nostra tradizione iconografica. Il lavoro di Mariko Mori si basa su una profonda riflessione sul significato del fare arte, ma esprime al tempo stesso la liberta' nell'uso dei media e il bisogno di innovazione tipici dell'immaginario della sua generazione. Fra le prime opere, grandi immagini fotografiche che raffigurano situazioni metropolitane, seguite dalle elaborazioni visionarie realizzate fra il 1996 e il 1998, come ''Mirror of Water'' e la proiezione tridimensionale ''Nirvana''.


Due le installazioni monumentali del 1999, che costituiscono il nucleo centrale dell'esposizione: ''Garden of Purification'' - un ambiente chiuso di impatto quasi sacrale che vorrebbe spingere il visitatore ad annullare la distanza convenzionale fra mondo interiore ed esteriore - e ''Dream Temple'', un'architettura multimediale che tenta di fondere conoscenza scientifica e mistica per una piu' elevata consapevolezza spirituale, realizzata per la personale dell'artista negli spazi milanesi della Fondazione Prada. Negli ultimi anni la Mori ha partecipato a diverse rassegne internazionali, come le Biennali di Venezia e Lione, mentre sue esposizioni personali sono state organizzate dal Centre Pompidou di Parigi, dal Museum of Contemporary Art di Chicago e dalla Serpentine Gallery di Londra.