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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 11/01/2002)

Questo omaggio all'Italia del '700 del Getty Museum ha come obiettivo un'indagine profonda sul fenomeno del 'Grand Tour', che fu tradizione consolidata, di alto valore formativo, per numerose generazioni di aristocratici europei, in particolare i britannici. I giovani nobili si accingevano infatti, a completamento della loro educazione all'arte, alla politica, alla cultura, a compiere un viaggio nelle nazioni del Nord Europa, ma la prima destinazione, obbligatoria, era l'Italia. Il richiamo proveniva dalle antiche vestigia, i monumenti, le opere d'arte che abbellivano le grandi citta' e i piccoli borghi, gli itinerari turistici e le importanti strade di collegamento. La meraviglia della natura si fondeva come in nessun altro luogo con il genio dell'uomo e le bellezze architettoniche dall'antichita' fino al 18^ secolo. La mostra gia' aperta, quella su Napoli e il Vesuvio, prende le mosse dalla presenza nella citta' partenopea di Sir William Hamilton, che dal 1764 al 1800 fu ambasciatore d'Inghilterra. Appassionato collezionista d'arte e di antichi reperti, Hamilton fu anche pittore che amava riprodurre paesaggi e vestigia del passato, giocando cosi' un ruolo centrale nella messa a punto di una visione esotica di Napoli, tappa imperdibile del Grand Tour, dominata dalla possente presenza del Vesuvio.


La Citta' Eterna immortalata in dipinti, disegni, schizzi e bozzetti dei visitatori, che approfondivano visitandola le conoscenze etiche e artistiche impartite a scuola, e' al centro della mostra che invece si apre l'8 gennaio. La rassegna su Roma e le antiche rovine offrira' uno spunto in piu' per valutare la diversita' di approccio di artisti e turisti al Grand Tour e quanto la visita incidesse sulla loro formazione. Saranno inoltre esposti libelli, guide, dipinti che invogliavano i giovani aristocratici inglesi a soggiornare nella citta' eterna. Al vedutismo e' infine dedicata la terza mostra del Getty Museum sul Grand Tour e in primo piano arriva Venezia, la citta' del Carnevale. Nel 18^ secolo, il periodo di balli, feste e spettacoli durava 12 giorni, mentre nella citta' lagunare i festeggiamenti si prolungavano per ben due mesi. Era dunque gioco forza visitare Venezia in quel periodo. Il vedutismo ha in Venezia con Canaletto una delle espressioni piu' alte, in quanto vi e' tutto compreso, le bellezze naturali, la luce che riflette nell'acqua i palazzi, i ponti, i monumenti, la dimensione architettonica della citta' come alto valore estetico. Saranno in mostra anche opere di Piranesi e di Francesco Guardi.