(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 07/12/2001)
Il polimero polixano espanso, che presenta una
struttura a scheletro elastico e cellule comunicanti, finora era stato impiegato per
isolamento termico e per bonifiche acustiche ambientali, in virtu' delle ottime
prestazioni di fonoassorbenza e fonoimpedenza. La nuova scoperta applicativa e' nel
settore agricolo, quale substrato per le coltivazioni fuori suolo sia orizzontali che
verticali, attraverso appositi blocchi capaci di ospitare ed allevare in apposite nicchie
le piante. I materiali attualmente impiegati, per le coltivazioni fuori suolo sono: lane
minerali, fibre di cocco, perlite, zeolite, pietre laviche, tra cui la pomice, l'argilla
espansa, la torba. Tutti questi materiali sono stati ampiamente sperimentati, nell'impiego
con le piu' diverse varieta' di colture, ''pero' - sostengono gli specialisti della
Ecoenergy Ricerche - nessun utilizatore e' completamente soddisfatto dei substrati
esistenti. Considerato che i costi di alcuni di questi substrati, pesano non poco
nell'economia della coltivazione, facendo lievitare i costi d'investimento, ne e'
risultato penalizzato anche lo sviluppo delle superficie destinate a tale interessante
pratica di coltivazione''. ''Il polixano espanso - proseguono gli specialisti -, nella sua
pur breve 'carriera' ha positivamente impressionato i ricercatori del settore, per le
caratteristiche strutturali della sua massa espansa, costituita da oltre il 90% di cellule
tra loro comunicanti, oltre che per la sua composizione chimica insensibile all'acqua, ed
alle aggressioni biologiche. |
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Cio' in aggiunta alle caratteristiche di sterilita' e stabilita' del polixano
espanso, da qualsiasi rifiuto o scarto sia stato prodotto, come testimoniano le analisi di
laboratorio. Queste caratteristiche consentono al polixano espanso di restare costante nel
volume anche quando ospita acqua nelle sue cellule serbatoio, e di non assorbire liquidi
all'interno del suo scheletro che pertanto resta arido. Tale caratteristica, non posseduta
da molti altri substrati, facilita il reimpiego colturale, poiche' non essendo impregnato
di prodotti chimici, basta un semplice lavaggio per liberarlo dall'inquinamento''. Il
substrato in polixano, infine, oltre a consentire un notevole stoccaggio di liquidi fino a
600 litri al metro cubo, consente un perfetto drenaggio dei flussi gassosi, consentendo un
continuo rifornimento d'ossigeno alle radici, in aggiunta a quello veicolato dall'acqua
d'irrigazione. I substrati in polixano sono stati presentati pochi giorni fa a Mola di
Bari, nell'ambito del convegno sulle colture fuori suolo. Un progetto di ricerca su questi
substrati sara' inoltre avviato dall'Istituto Sperimentale d'orticoltura di Pontecagnano
diretto dal Prof. Vitangelo Magnifico, che annovera tra le sue fila Accursio Venezia, uno
dei piu' impegnati ricercatori nel settore delle coltivazioni fuori suolo.
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