(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 06/12/2001)
Maurizio Seracini, fondatore e amministratore
della Editech, noto come conoscitore mondiale delle tecniche di indagine scientifica dei
beni culturali, usa questa semplice metafora per far comprendere l'importanza di una
adeguata diagnostica per i monumenti e le opere d'arte. Tanto piu' se la loro conoscenza
e' finalizzata - come accade normalmente - a progettare interventi di conservazione o di
restauro. Interventi che - proseguendo nella metafora medica - sono di fatto assimilabili
alla delicata e rischiosa opera del chirurgo. Editech ha svolto un ruolo pionieristico
nella messa a punto e nell'affermazione di un nuovo approccio complessivo nella indagine
scientifica per la conoscenza di opere d'arte e monumenti, basato sulla diagnostica per
immagini multispettrale (comprendente cioe' sia lo spettro del visibile sia altre
lunghezze d'onda), seguita e coadiuvata da una diagnostica analitica. In pratica, lo
studio di un bene culturale (edificio, monumento, statua, dipinto, affresco) viene
effettuato dalla Editech in prima istanza attraverso l'uso di strumenti a tecnologia
avanzata, che permettono - in modo non invasivo - di ottenere una quantita' enorme di
informazioni, tali da consentirne una diagnosi completa e rigorosa. Solo se necessita un
ulteriore approfondimento conoscitivo scatta poi la seconda fase, con il prelievo di
campioni e la loro analisi di laboratorio. Una delle tecnologie piu' usate nell'approccio
scientifico dalla Editech e' la termografia. Ciascun materiale usato in architettura e nel
mondo dell'arte (intonaci, mattoni, marmi, graniti, tufo, calcestruzzo, legno, ferro,
sostanze organiche, pigmenti coloranti, ecc.) ha un proprio comportamento termico, che lo
differenzia dagli altri materiali e che lo rende 'leggibile' da una termocamera a raggi
infrarossi capace di rilevare a distanza scarti di temperatura dell'ordine di due
centesimi di grado. |
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Il comportamento termico di ogni singolo materiale cambia inoltre in funzione di
molteplici variabili quali lo spessore, l'imbibizione di umidita', lo stato di integrita'
e di conservazione (una trave in legno tarlato e marcio rispetto a una sana), la presenza
nell'area di fonti di calore di qualsiasi natura. Tutto cio' con una rilevazione in tempo
reale, ovunque si trovi l'opera da studiare, a distanza e senza costruire ponteggi o altre
opere di cantiere. Nel caso di un edificio, l'immagine all'infrarosso mette 'a nudo' la
struttura muraria, consentendo di leggerne il tipo di impianto (pilastri, muri portanti,
architravi), la tessitura muraria e i materiali usati, le dimensioni dei conci, interventi
nel tempo (chiusura di porte, finestre o camini, ecc.) e gli effetti da essi avuti (crepe,
cedimenti). Tra le scoperte eclatanti fatte da Editech, l'identificazione della vera
origine del palazzo sede del museo comunale d'Arte Contemporanea, in Piazza della Signoria
a Firenze. L'immagine termografica mostra che l'attuale edificio e' stato ottenuto
riutilizzando e ampliando le strutture di una preesistente chiesa, di cui si e' avuto
conferma da un dipinto settecentesco del Bellotto. Editech e' stata creata nel 1977
dall'attuale amministratore, Maurizio Seracini, che ha portato in essa il patrimonio di
esperienze derivato dal pionieristico 'Progetto Leonardo'. Sviluppato tra il '75 e il '77,
tale progetto di ricerca - finalizzato all'individuazione di tracce del dipinto murale 'La
Battaglia di Anghiari' nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze - ha
infatti comportato la messa a punto di una serie di strumentazioni e di esperienze
applicative ad hoc, con l'impiego per la prima volta nel mondo dell'arte e
dell'architettura di nuove metodiche quali la termografia, l'ecografia, la fotogrammetria,
ecc.
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