(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 23/11/2001)
Un totale di 53 opere, ma solo una piccolissima
parte della straordinaria Collezione, ancora inedita in Italia e all'estero, costituita da
circa 2.000 pezzi donati tra la fine dell'800 e i primi decenni del '900 da viaggiatori
italiani in Estremo Oriente. La mostra sara' un' importante novita' non sola per gli
appassionati o semplicemente amanti dell'arte cinese e giapponese, ma anche per gli
studiosi che non hanno prima d'ora mai potuto osservare da vicino queste opere rarissime.
Tra cui emerge una singolare carta della Penisola Arabica che rappresenta i monumenti
della citta' della Mecca e di Medina, riprodotte pero' con lo stile architettonico cinese.
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E calchi da incisioni su pietra, tecnica usata in Cina fina dall'antichita' per
riprodurre fedelmente testi calligrafici, carte geografiche e dipinti. Su carta, di riso e
non, su seta, legno, porcellana sono tracciati paesaggi, vedute, confini naturali e
politici di terre lontane, configurazioni geografiche interpretate da raffinate
rappresentazioni per ricreare un magico viaggio verso Oriente. Rappresentando anche i
costumi, i gesti quotidiani delle popolazioni del Nord-Ovest della Cina.
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