(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 19/07/2001)
Riteniamo che la proposta di illuminare il
Vesuvio sia assurda in quanto provocherebbe una serie di danni dovuti all' inquinamento
luminoso di tipo: culturale per la perdita della visione del cielo stellato, scientifico
per il grave danno all'osservazione astronomica degli astrofili ed astronomi (chiusura
dell'osservatorio astronomico di Capodimonte), ecologico per i danni all'ecosistema
(sintesi clorofilliana, deviazione di rotta per gli uccelli, flora e fauna, moria per
miliardi di insetti), fisico e psicologico (notti in bianco per gli abitanti dei paesi del
comprensorio), sicurezza (pericolo per le rotte aeree), economico (spesa ingente che
graverebbe sulle casse dei Comuni), energetico (energia utilizzata e prodotta
inutilmente)''.
''La Campania - prosegue la lettera -, dal punto
di vista astronomico, a causa del Vesuvio illuminato verrebbe screditata su tutto il
pianeta; sicuramente, anche su nostra richiesta ci sarebbe un intervento della Comunita'
astronomica internazionale, compresa l·IDA (Dark Sky Association). |
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Forse e' meglio che i promotori dell'iniziativa acquistino e leggano il nostro
Manuale per la lotta all'inquinamento luminoso. All·amministratore delegato dell'Enel,
Franco Tato', diciamo che e' meglio desistere dall'impresa per i motivi di cui sopra ed
anche perche' se l·Enel accettasse ed i Comuni della zona fossero d'accordo, l'Enel
stessa cadrebbe in contraddizione in quanto e' in prima linea contro l'inquinamento
luminoso con la societa' controllata So.l.e. Spa, che fra l'altro ha firmato un protocollo
d'intesa sulla lotta all'inquinamento luminoso con l'Unione Astrofili Italiani nel
Settembre 2000''.
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