(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 13/07/2001)
Gli autori del rapporto sono infatti convinti
che gli elementi di incertezza sulla storia del clima sono ancora molti e che devono
essere ridotti il piu' possibile grazie a nuove ricerche sul clima globale.
Il rapporto della National Academy of Sciences
e' quindi estremamente cauto nel commentare le conclusioni del Panel intergovernativo sul
clima globale (Ipcc), che hanno giocato un ruolo di primo piano nei negoziati
internazionali sul protocollo di Kyoto. ''Sappiamo che i gas serra si sono accumulati
nell'atmosfera provocando l'aumento della temperatura - ha detto il responsabile del
comitato, Ralph Cicerone, dell'universita' della California a Irvine - ma non sappiamo
precisamente quanto il riscaldamento sia dovuto alle attivita' umane''.
L'unico dato certo che emerge dai modelli del
clima attualmente disponibili, ha aggiunto Cicerone, e' che nei prossimi anni la
temperatura salira' ancora se continuera' ad aumentare l'emissione dei gas serra. Un
aumento che, secondo le previsioni, sara' compreso fra 1.4 e 5.8 gradi entro la fine del
secolo. Il rapporto rileva inoltre che, secondo i dati finora raccolti, nel corso del XX
secolo si e' registrato un aumento della temperatura di 6 gradi e che il processo di
riscaldamento del clima si e' intensificato negli ultimi 20 anni.
A questo fenomeno si sono accompagnati altri
eventi, come la riduzione dei ghiacciai, l'assottigliamento del ghiaccio artico, l'aumento
del livello del mare, l'arrivo precoce degli uccelli migratori in alcune aree. Secondo
l'Ipcc il riscaldamento globale avvenuto negli ultimi 50 anni e' stato il risultato
dell'aumento dei gas serra.
Una conclusione che, secondo gli esperti
dell'Accademia, riflette fedelmente il pensiero della comunita' scientifica ma che
richiede tuttavia cautela. Esiste infatti, per gli autori del nuovo rapporto, un margine
di incertezza a causa delle conoscenze ancora scarse sulla variabilita' naturale del clima
nell'arco dei decenni e dei secoli. |
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Gli esperti rilevano inoltre come l'attenzione
sui gas serra debba essere equamente distribuita tra anidride carbonica (oggi il
principale accusato) e altri sorvegliati speciali come metano, ossido nitrico, vapore
acqueo, ozono troposferico e cluorofluorocarburi (Cfc). Tutti insieme, questi gas possono
forzare un cambiamento climatico pari a quello provocato dall'anidride carbonica.
econdo gli esperti, solo l'analisi di
''archivi'' naturali del clima, come i campioni di ghiaccio prelevati nella profondita'
del suolo dell'Antartide e della Groenlandia, potranno raccontare qualcosa di nuovo sui
cambiamenti subiti dalla temperatura nell'arco degli ultimi 400 anni, con la comparsa
ciclica di periodi particolarmente caldi a distanza di decenni. E sempre nel ghiaccio sono
rimaste intrappolate le tracce che permetteranno di ricostruire la presenza nell'atmosfera
di anidride carbonica e metano, ai minimi livelli nei periodi piu' freddi e a livelli
maggiori nelle epoche piu' calde.
Sulla base dei dati raccolti finora, fino
all'epoca della rivoluzione industriale l'anidride carbonica non ha mai superato la soglia
di 280 parti per milione per volume (ppmv). Alla fine del XX secolo, pero', la
concentrazione di questo gas e' aumentata a 370 ppmv, con una crescita media negli ultimi
20 anni di 1.5 ppmv ogni anno.
Sia l'anidride carbonica sia il metano sono
nettamente piu' abbondanti nell'atmosfera adesso rispetto a quanto e' avvenuto negli
ultimi 4 secoli. Alla luce di queste ultime informazioni, secondo il comitato sono validi
gli scenari sulle future emissioni di gas serra tracciati dall'Ipcc.
Offrono infatti stime dell'entita' del
riscaldamento assumendo che le emissioni di gas serra continuino nei prossimi anni allo
stesso ritmo sostenuto degli ultimi decenni. Ma questo per il comitato non e' sufficiente:
e' necessario, ha concluso, disegnare scenari alternativi, che tengano conto del futuro
sviluppo tecnologico e delle nuove politiche energetiche. |