(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 12/07/2001)
Da oltre tre anni, oltre cento ricercatori di 19
Paesi, tra i quali diversi italiani, partecipano alla realizzazione del gigantesco
Osservatorio Pierre Auger, che comprendera' due complessi, uno installato negli Usa a Salt
Lake City, nell'Utah, ed uno nel cerro Los Leones, nei pressi della di Malarge, in
provincia di Mendoza, oltre 1.000 km da Buenos Aires.
Il complesso argentino comprendera', tra
l'altro, 30 telescopi e 1.600 rivelatori di particelle, ad una distanza di 1,5 km uno
dall'altro, che serviranno per individuare la pioggia dei raggi cosmici, le particelle
subatomiche e fotoni di alta energia che bombardano costantemente la Terra da ogni
direzione.
E' stato uno di questi telescopi ad individuare
le prime particelle. ''Nelle notti chiare senza luna - ha sottolineato Allekotte - il
telescopio ha cominciato a captare cinque o |
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sei eventi l'ora, d'accordo ai parametri previsti, un fatto che ha suscitato molta
fiducia tra i ricercatori che partecipano al progetto''.
''Pur se non possiamo ancora trarre conclusioni
sull'energia di questi raggi - ha precisato Allekotte - poiche' non abbiamo ancora
installato il sistema di calibrazione, il fatto e' importante perche' ci permette di
provare che gli specchi, il sistema fotografico e quello elettronico del telescopio,
funzionano nel modo previsto''.
L'Osservatorio Auger, che sara' completato nei
prossimi anni e diventera' il piu' grande mai costruito, e' diretto dal Nobel per la
fisica James Cronin. Vi partecipano anche universita' italiane e le Sezioni dell'INFN
(Istituto nazionale di fisica nucleare) di Catania, Milano, Pavia, Roma 'Tor Vergata' e
Torino. |