Sezioni
Convegni&Congressi

Lista aggiornata dei convegni e dei  congressi in programma in Italia

Notizie Sindacali
e di Categoria
  • ADI
  • ANDU
  • CISL
    Ricerca
  • CNU
Bandi di concorso

Tutti i bandi di concorso per ordinari, associati, ricercatori, borsisti, dottorandi e per il personale tecnico ed  amministrativo

   Servizi
Brains' Network

C’è chi ha dei problemi. C’è chi può risolverli. Come fanno ad incontrarsi?

Contattaci

Per contattare la redazione di BUR


   Fisica


(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 06/07/2001)

Le nuove osservazioni consentiranno di definire la distanza e la velocita' dei fenomeni: grandi luci di forme diverse, che qualche volta si fermano a mezz'aria anche per piu' di un'ora, altre volte sorvolano la vallata, lentamente o a grande velocita' (in un'occasione un radar ha registrato una velocita' di 8.500 metri al secondo), poi spariscono. Il fenomeno si ripete diverse volte al mese, ma mai con le stesse caratteristiche.

Il movimento e' irregolare; la luce, fissa o intermittente, puo' essere tanto forte da illuminare il suolo. Il colore puo' essere giallo, rosso o blu. Piu' frequente tra il 1981 e l'84, con una ventina di avvistamenti alla settimana, il fenomeno si e' fatto piu' saltuario negli ultimi anni, e si e' stabilizzato intorno ai 20 avvistamenti annuali.

Ma una spiegazione non e' stata ancora trovata, nonostante i ricercatori dell'Ostfold College abbiano installato da 3 anni un monitor che registra tutti i passaggi. ''Ho il sospetto che ci siano diversi fattori all'opera dietro questo mistero'' dice Erling Strand, capo del progetto Hessdalen, il quale e' scettico sulla possibilita' di trovare una spiegazione unica a manifestazioni cosi' diverse.


Il ''Progetto Hessdalen'', che fin'ora non e' stato preso molto sul serio dalla scienza ufficiale norvegese, e' rimasto sostanzialmente appannaggio dell'Ostfold College, ma l' attenzione, anche a livello internazionale, sta crescendo: il prossimo arrivo dall'Italia di un gruppo di studiosi dell' Istituto di radioastronomia lo dimostra.

''Gli italiani sono diversi - commenta Strand - a loro interessa di piu' trovare le spiegazioni. Sono gia' stati qui in passato, hanno osservato il fenomeno e hanno deciso che gli interessava studiarlo''. Fin'ora - precisa il capo del progetto - siamo riusciti principalmente a registrare il fenomeno visivamente.

Ora abbiamo montato due stereocamere a una distanza di 150 metri l'una dall'altra, e cosi' potremo misurare le distanze. Un'altra camera potra' zoomare sui fenomeni''. Attualmente i monitor di Hessdalen controllano il cielo 24 ore su 24 e le immagini vengono inviate direttamente su internet. Il sito web riceve 500 contatti l'ora, di cui l'85 per cento dall'estero.