(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 08/06/2001)
Studiando i frammenti nati dall'esplosione della
cometa, almeno una decina di gruppi di studiosi di tutto il mondo sono riusciti a
ricostruire dimensioni e massa della cometa, il tipo di orbita e la periodicita', il luogo
di origine e, analizzando i composti organici contenuti nei suoi frammenti, l'hanno
individuata come una delle migliori candidate alla trasmissione della vita sui pianeti,
Terra compresa.
I risultati di questa enorme quantita' di
osservazioni sono stati pubblicati su Science. Linear, che ha preso il nome dal
laboratorio in cui e' stata scoperta (il Lincoln Near Earth Asteroid Research, a
Lexington, nel Massachussetts) e' una delle tante comete scoperte dopo il suo impatto con
il Sole. I ricercatori l'hanno vista disintegrarsi a una distanza di circa 115 chilometri
dal Sole, analizzando le immagini del telescopio spaziale Hubble e quelle del Vlt (Very
Large Telescope).
''Per la prima volta abbiamo osservato una
cometa con la giusta composizione di materiali organici'', ha detto Michael Mumma, del
Goddard Space Flight Center della Nasa, riferendosi alla possibilita' che la Linear abbia
potuto portare la vita nel Sistema Solare.
Un'ipotesi ritenuta dagli studiosi ancora piu'
probabile dopo il confronto dei composti organici presenti nella Linear e quelli
analizzati nelle comete Halley, Hyakutake, Hale-Bopp e Lee. Zdenek Sekanina, del Jpl (Jet
Propulsion Laboratory) della Nasa ha determinato de dimensioni dei frammenti e la
velocita' con cui questi si sono allontanati gli uni dagli altri. |
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Secondo Teemu Makinen, dell'Istituto meteorologico finlandese, almeno 300 milioni
di chili d'acqua si sono vaporizzati dalla cometa Linear C durante la sua disintegrazione.
Ulteriori misure eseguite da Tony Farnham,
dell'universita' del Texas, hanno permesso di ricostruire le dimensioni originarie della
Linear C, ipotizzando che il suo nucleo avesse un diametro di quasi 500 metri, con una
massa migliaia di volte maggiore del previsto. Contemporaneamente il gruppo di Hal Weaver,
dell'universita' Johns Hopkins, ha contato 16 grandi frammenti larghi almeno 100 metri e
una grande quantita' di frammenti piu' piccoli.
Il gruppo ha ipotizzato che i frammenti
osservati siano gli stessi che in origine si sono fusi per formare la cometa e ritengono
che il loro studio possa fornire nuove elementi anche per studiare la composizione della
nebulosa protoplanetaria.
I gas emessi dalla cometa al momento
dell'esplosione sono stati controllati per un mese da Dominique Bockelee-Morvan, dell'
Osservatorio di Parigi-Meudon, che hanno accumulato cosi' ulteriori informazioni sulla
composizione chimica della nebulosa da cui si e' formata la cometa.
Michael Keesey, del Jpl, ha calcolato infine
l'orbita della cometa, la sua distanza dal Sole e il suo movimento rispetto alla Terra,
deducendo cosi' che la Linear era una cometa di lungo periodo, nata nella ''culla'' delle
comete che si trova ai confini del Sistema Solare, la nube di Oort. |