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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 31/05/2001)

Lo ha detto ad Air Press Simona Di Pippo, che guida la trattativa per l'Asi. ''Non abbiamo specificato quali satelliti - ha aggiunto - ma pensiamo a Cosmo SkyMed. Abbiamo anche chiesto un enhanced role per Altec per la gestione della stazione. Altec infatti serve essenzialmente per supportare le missioni con il modulo logistico e in futuro Columbus.

E' chiaro che nel momento in cui andiamo ad avere sotto la nostra responsabilita' anche il modulo abitativo, desideriamo un ruolo maggiore per Altec''. Su come sara' il modulo, se lo realizzera' l'Italia, Simona Di Pippo ha detto che ''Noi abbiamo fatto una proposta basata sull'esperienza fatta sul logistico. Abbiamo quindi pensato ad una struttura a 16 rack, che e' quella dell'Mplm.

C'e' pero' un problema: l'Habitation module e' anche il posto dove gli astronauti dovrebbero in qualche modo poter convivere. Qui vanno sistemati i posti per dormire per quattro astronauti, le finestre per assicurare loro il contatto con la Terra e le attrezzature per le attivita' sociali come mangiare, la ginnastica o le riunioni.

C'e' dunque bisogno di piu' spazio e questo significa una configurazione a 24 rack, quella ottimale per accogliere tutti questi servizi e corrispondente alla configurazione che la Nasa aveva in programma di realizzare prima dei tagli decisi da Bush. Noi avevamo fatto pero' una stima di costi per un modulo a 16 rack e quindi vedremo come la Nasa ci puo' venire incontro.

Noi pensiamo anche di trainare con questo discorso dell'hab l'italian style e vedere se dal punto di vista, ad esempio dell'abbigliamento, dell'illuminazione o del cibo ci possa essere un modo di portare nello spazio il made in Italy. Spesso allestero l'Italia e' piu' conosciuta per la pizza, per la Ferrari o per la pasta; invece noi abbiamo delle elevatissime capacita' tecnologiche e non a caso costruiamo oltre il 50% dei moduli pressurizzati della stazione spaziale.


Perche' quindi non coniugare questi aspetti che ci vedono primi al mondo?''. La realizzazione dell'hab e' vincolata anche ad un'altra incognita, la realizzazione del Nodo 3. Infatti il modulo abitativo va agganciato al Nodo 3, che sta realizzando Alenia Spazio, perche' questo contiene sottosistemi di supporto all'habitation.

Se ci sara', come probabile, uno slittamento nella messa in orbita del Nodo 3 (che doveva essere lanciato nel 2005), cio' comportera' un rinvio anche dell'habitation. Se lo slittamento fosse eccessivo, potrebbe compromettere la realizzazione del modulo abitativo, visto che la revisione della Nasa, oltre a prevedere tagli alla ricerca per il 35%, ha messo il Nodo tre e l'hab in coda alla cose da fare.

''Per questo - sottolinea Simona Di Pippo - abbiamo chiesto alla Nasa di porre particolare attenzione in questa revisione e di tenere in considerazione che c'e' un forte interesse di un partner internazionale a supportare la loro realizzazione con un forte contributo''.

L'Hab e' fondamentale per avere un equipaggio di sette astronauti sulla stazione e un equipaggio numeroso e' indispensabile per le preventivate ricerche, perche' per il solo mantenimento della Iss sono necessarie quasi tre persone. Se dunque il numero degli astronauti non verra' incrementato, la stazione si potrebbe trasformare in un colossale 'flop' da 100.000 miliardi di lire e rivelarsi il piu' grave errore di programmazione della Nasa in oltre 40 anni.

Daniel Goldin, amministratore della Nasa, sta tentando di convincere il Congresso chiedendo di specificare il totale dei fondi a disposizione e di lasciare poi mano libera all'agenzia per gestire la questione, in modo tale che se alcuni partner internazionali vogliono contribuire si possa sbloccare la situazione.

Gli incontri tra la delegazione dell'Asi e quella della Nasa proseguiranno al ritmo di uno ogni tre settimane circa. Se si raggiungera' un accordo, la firma definitiva per la realizzazione del modulo ci sara' a fine ottobre.