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   Astronomia


(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 30/05/2001)

Entrambi questi composti vengono continuamente scissi dai raggi ultravioletti del Sole, dal bombardamento di elettroni accelerati dell'intensa magnetosfera di Saturno, e dai raggi cosmici. I frammenti delle loro molecole tendono a ricombinarsi formando composti ancor piu' complessi. Si pensa che l'etano dovrebbe essere il principale prodotto di queste reazioni atmosferiche.

L'etano e altre molecole organiche piu' complesse potrebbero precipitare sotto forma di pioggia e cadere sulla superficie del satellite. Se questo fosse vero, allora ci si potrebbe aspettare di trovare grandi mari di etano sulla superficie di Titano.

Fino a qualche tempo fa si credeva che la superficie di Titano fosse prevalentemente coperta da laghi od oceani di idrocarburi liquidi e le restanti parti asciutte della superficie sarebbero comunque coperte di depositi organici complessi. Recenti risultati ottenuti da telescopi a Terra hanno confermato precedenti osservazioni effettuate dall'Hubble Space Telescope.

Ma nuove rilevazioni infrarosse hanno risvegliato il dibattito sulla reale composizione della superficie di Titano. In particolare, le eccellenti condizioni atmosferiche durante una recente campagna di osservazione effettuata con il nuovo sistema di ottiche adattive del Canada-France-Hawaii Telescope (CFHT) hanno prodotto immagini di eccellente qualita'.


''Osserviamo con le ottiche adattive dal 1994 - sostiene Athena Coustenis, astronoma dell'Osservatorio di Parigi-Meudon e uno degli scienziati coinvolti nella campagna di osservazione - e ora abbiamo ottenuto immagini accettabili di Titano sia all'ESO sia all'HST.

E' la prima volta che osserviamo la superficie di Titano. Queste osservazioni mostrano l'esistenza di un'area brillante, molto contrastata nelle immagini dell'ESO, e recentemente grazie al sistema PUEO e' stato possibile analizzarla a lunghezze d'onda più brevi.

Avere a disposizione un buon strumento non basta, e' anche importante avere buone condizioni meteorologiche. Recentemente siamo stati fortunati e abbiamo ottenuto immagini al limite della diffrazione. Inoltre, una nuova formazione luminosa e' stata osservata su Titano per la prima volta''.

E' stata ottenuta anche una mappa dell'albedo del satellite. Da questa mappa si nota che le aree piu' scure sono circa tre volte meno luminose dei punti piu' brillanti e potrebbero essere zone di depositi organici e ghiaccio. Titano quindi potrebbe possedere dei veri e propri continenti coperti di idrocarburi ghiacciati.

Le future osservazioni con maggiori risoluzioni spettrali e con sistemi di ottiche adattive saranno importanti per preparare al meglio l'incontro della Cassini-Huygens.