(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR
dell'11/05/2001)
Questi specchi, realizzati accostando centinaia
o migliaia di tasselli esagonali, saranno realizzabili solo utilizzando il meglio della
tecnologia esistente ed in sviluppo nei laboratori di ricerca d'Europa e Stati Uniti, come
ad esempio l'ottica adattiva, grazie alla quale possiamo controllare con straordinaria
precisione la posizione di tali specchi ed anche la turbolenza atmosferica, la quale nei
telescopi di vecchia generazione degrada inesorabilmente le immagini.
Da lunedi' scorso e fino a domani, all'Istituto
veneto di scienze lettere ed arti, oltre cento studiosi da ogni parte del globo si sono
dati appuntamento per discutere, mostrare gli ultimi risultati e cercare di chiarire il
quadro della situazione soprattutto a riguardo dell'ottica adattiva per questa classe di
telescopi. |
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L'ottica adattiva, applicata ai telescopi giganti di nuova generazione, promette di
cancellare completamente l'indesiderata turbolenza dell'atmosfera che produce un solo
apparentemente irrimediabile degrado delle immagini raccolte. Il congresso e' organizzato
dall'Osservatorio astronomico di Padova, dal Dipartimento di astronomia dell'ateno
patavino, dall'Osservatorio astrofisico di Arcetri e dall'European Southern Observatory
(ESO), di cui l'Italia e' membro, e che ha costruito il telescopio piu' grande del mondo:
il Very Large Telescope.
Al congresso di Venezia e' intervenuto il gruppo
americano che sta progettando il California Extremely Large telescope con uno specchio da
30 metri di diametro e il gruppo dell'ESO che sta progettando l'OverWhelmingly Large
Telescope, un telescopio da 100 metri di diametro. Per le tecniche di ottica adattiva, gli
osservatori astronomici di Padova ed Arcetri giocano un ruolo determinante. |