(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del
30/03/2001)
Oltre all' inquinamento causato dalla presenza
del minerale in molti materiali di uso comune (tessuti ignifughi come quelli per le tute
dei pompieri, pannelli fono e termoassorbenti, grondaie, tubature e tetti) la situazione
è aggravata, anche se marginalmente, dalla liberazione delle fibre di amianto presenti
naturalmente nelle rocce e nei loro prodotti di disgregazione in seguito a movimentazioni
naturali, come e' stato osservato nei territori montani del Piemonte.
Mentre sono ormai accertate le conseguenze
dell'esposizione all'amianto nei lavoratori delle ex miniere, poco conosciuto e' invece il
reale impatto dell'inquinamento ambientale nella popolazione non lavoratrice residente
nelle aree montane geologicamente a rischio. In considerazione di cio' l'INRM ha accolto e
finanziato un progetto di ricerca sulla 'Presenza di amianto e fibre inorganiche in
popolazioni montane: conseguenze ambientali e sanitarie' in cui sono coinvolti ricercatori
del Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche dell·Universita' di Torino e
medici dell·Ospedale Giovanni Bosco di Torino.
In un·ampia fascia dell'area alpina vi sono
numerose cave di materiali, utilizzati soprattutto dal settore edilizio, che contengono
quantita' variabili di fibre inorganiche ed in particolare di amianto. |
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Il minerale risulta presente nelle rocce delle Valli di
Lanzo in provincia di Torino, e della Valle Varaita in provincia di Cuneo. Il dato
preoccupante, come riporta la coordinatrice del progetto Elena Belluso dell'Universita' di
Torino, e' che eccessi di mesoteliomi, tumore maligno delle membrane di rivestimento della
cavita' toracica a addominale e degli organi in esse contenuti, siano stati registrati tra
i residenti nei dintorni sia dei siti di estrazione sia di manifattura di prodotti a base
di amianto.
Un tasso maggiore di incidenza di mesoteliomi e'
stato poi segnalato soprattutto nelle USL di Lanzo, ed in particolare nei lavoratori della
ex miniera a cielo aperto di Balangero, in provincia di Torino. Il progetto, il cui scopo
e' di verificare i margini di rischio che derivano dalla presenza dell'amianto nelle rocce
delle suddette valli, ha gia' avviato un·indagine epidemiologica statistica per l'analisi
della morbilita' e della mortalita' delle persone residenti ma non professionalmente
esposte all'amianto.
Oltre al valore scientifico della ricerca, i
risultati consentiranno inoltre di programmare le misure di tutela per la salute delle
popolazioni montane in aree geologicamente a rischio. |