(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del
29/03/2001)
Il libro non cita quindi solo i moderni science
centre con i loro fantasmagorici giochi interattivi, ma anche parecchi musei storici con
impostazione classica, ''perche' i vecchi oggetti, tecnici o scientifici, spesso degli
originali, belli o goffi, sempre emozionanti, sono espressivi.
Raccontano di abbagli e correzioni, di strade
imboccate, abbandonate, ripersorse con in mano gli appunti dei pioneri, riletti e
criticati''. |
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Non vengono trascurati i musei italiani, anche se ''pare che l'Italia -
sottolineano gli autori - sia il Paese al mondo dove si tengono piu' convegni sui centri
scientifici e meno se ne costruiscono''.
Mancano invece nel testo, e di questo gli autori
si dolgono, i musei di scienze naturali, gli orti botanici, gli acquari, gli zoo, salvo
rare eccezioni, ''non perche' queste non siano scienze o non ci piacciano, anzi:
semplicemente non ci stavano''. Presenti invece molti musei scientifici virtuali
visitabili via Internet. |