(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 24/10/2001)Il
mangialiquame, come è stato soprannominato il MUDS - Marine Underwater Depurator System -
è un sistema innovativo di depurazione del mare brevettato con la collaborazione del
Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il MUDS, un esempio di biotecnologia
"povera", cioè a basso costo, è costituito da una semplice vasca di
filtrazione di 4x3 metri sorretta da un traliccio in acciaio al di sopra di uno scarico
fognario: i liquami, che risalgono verso la superficie a causa della loro minore densità
rispetto all'acqua marina, sono costretti ad attraversare questo "letto
percolatore", composto di sfere di plastica e spugne sintetiche che creano dei
passaggi obbligati per le acque reflue, entro i quali milioni di microrganismi provvedono
alla loro biodepurazione. "Il prototipo - spiega Marco Giovine, della Direzione del
Progetto Finalizzato Biotecnologie del CNR di Genova, città in cui il 28 e il 29 ottobre
2001 verranno presentati i risultati del Progetto - favorisce una biodepurazione del
refluo in ambiente marino, come abbiamo potuto sperimentare con successo proprio nel Golfo
del Tigullio. Uno degli aspetti più interessanti è che sulla struttura sono avvistati
abbastanza frequentemente pesci solitamente poco comuni come il cavalluccio marino e il
pesce balestra. |
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Questo significa che gli innumerevoli microrganismi che
si sono insediati nelle unità filtranti permettono, oltre all'abbattimento della sostanza
organica, anche l'instaurarsi di una catena alimentare complessa, che vede al vertice
svariate specie ittiche, spesso anche di pregio.Queste,
nelle vicinanze della struttura sommersa, trovano cibo ottimo e a volontà. Naturalmente
dal loro punto di vista". Brevettato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal
Comune di Rapallo (GE), che ha cofinanziato l'impresa e messo a disposizione la propria
condotta fognaria per effettuare la sperimentazione sul campo, il mangialiquame è stato
inventato da Riccardo Cattaneo-Vietti, Umberto Benatti e Carlo Cerrano (Università di
Genova), Giorgio Bavestrello (Università di Ancona) e Marco Giovine (Consiglio Nazionale
delle Ricerche, Genova). |