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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 30/03/2001)

Oggetto dell'incontro è stata l'indagine Almalaurea 2000, condotta su 18 dei 25 Atenei aderenti all'omonimo Consorzio universitario, che ha il suo punto di forza in una banca dati per il recrutiment on line (www.almalaurea.it).

Trentamila intervistati per un'analisi che offre un confronto tra generazioni successive di laureati (1997, 1998, 1999) ed è quindi capace di leggere le tendenze più recenti del mercato del lavoro. "Migliora la quota di occupati ad un anno dalla tesi" ha sottolineato il Professor Andrea Cammelli, direttore dell'Osservatorio Statistico dell'Università di Bologna, che ha curato l'indagine "si passa dal 56 % del 98 all'attuale 60% che diventa poi 73% a tre anni dalla laurea.

Lieve il divario tra maschi e femmine, appena 3 punti percentuali a vantaggio degli uomini, la situazione però tende a cambiare col passare del tempo: a due anni lavorano il 65% delle donne e il 72% degli uomini ed a tre anni il 69% contro il 77,2%" .


Il dato relativo ai disoccupati veri e propri, cioè a coloro che cercano lavoro senza trovarlo, è pari al 14,3%, mentre gli altri sono impegnati in attività di formazione e approfondimento. Trova lavoro in tempi brevi il 77% degli ingegneri, il 34% dei laureati in legge 24% dei dottori in medicina, e , dato significativo in un contesto di ri-definizione del concetto di lauree forti e deboli, il 74% dei laureati in corsi di laurea del gruppo politico-sociale.

Il lavoro entro un anno è obiettivo meno arduo per chi si presenta sul mercato con uno stage in azienda: 76% conto 58%.

Anche le condizioni sociali della famiglia di origine condizionano il percorso di ricerca di occupazione: la percentuale aumenta di 14 punti rispetto alla media in presenza di laureati, comunque una minoranza, provenienti da famiglie prive di qualsiasi titolo di studio.