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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 13/07/2001)

"Il fondamento di consapevolezza storica delle sue scelte - si legge nelle motivazioni approvate dal Consiglio di Facoltà - appare chiaro nei suoi scritti ed interventi. Nel volume Un'idea d'Europa, Romano Prodi ha esposto le ragioni profonde della sua scelta europea: l'Europa di cui ci parla è solo in parte una realtà politica attuale. E' soprattutto un valore storico e culturale costruito attraverso i secoli e ancora da portare avanti.

E' un misto di realtà e di utopia, e dunque appartiene alla sostanza stessa del legame tra cultura e politica.

Tra le utopie realizzate da questa Europa, Prodi ricorda la fine della guerra tra stati, la scomparsa delle forme più aspre del conflitto sociale, la possibilità per tutti, individui e collettività, di godere dei diritti di libertà.


Queste sono, nella sua analisi, le condizioni fondamentali per l'esistenza stessa dell'Europa. In tale quadro, le privatizzazioni, la libera concorrenza, la realizzazione di uno stato leggero debbono trovare l'accordo con la salvaguardia della tradizione europea della protezione dei più deboli.

Consapevole della difficoltà di tradurre in un adeguato peso politico internazionale i valori simbolici della democrazia e del benessere, generalmente connessi con l'idea stessa d'Europa, Prodi invita a lasciarsi guidare dai grandi principi che la tradizione europea ha selezionato come costitutivi della sua cultura.

Particolarmente degna di nota appare la solenne dichiarazione che chiude il ricordo del genocidio degli ebrei "non vi sarà Europa se pulizia etnica, nazionalismo, superiorità razziale, anti-semitismo, saranno di nuovo parole pronunciate e pronunciabili"".