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  Universita' Udine

(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 12/07/2001)

In particolare, gli esperimenti svolti dai ricercatori udinesi sono rivolti a comprendere gli effetti dell’immobilizzazione di corta durata sull’apparato cardiovascolare e sul metabolismo energetico nel corso di esercizio muscolare e fanno parte di un programma intitolato "Cardiopulmonary consequences of short term bed rest on humans" selezionato dall’Esa per questa campagna.

Lo studio è coordinato dal prof. Carlo Capelli e si avvarrà dei contributi dei gruppi di ricerca del prof. Dag Linnarsson del dipartimento di Fisiologia e Farmacologia del Karolinska Institutet di Stoccolma e del prof. Guido Ferretti del dipartimento di Fisiologia della facoltà di Medicina e chirurgia di Ginevra.

La campagna sperimentale Stbr – Ip è un programma di largo respiro che avrà una durata di circa tre anni e a cui parteciperanno dieci volontari. Lo studio è stato pianificato in 4 fasi separate da circa tre mesi di intervallo. Nelle prime due i soggetti saranno sottoposti ad una dieta normocalorica.

Nella prima fase, che inizierà alla fine di luglio, cinque volontari saranno allettati, mentre cinque manterranno le consuete abitudini di vita. Nella seconda fase i dieci soggetti invertiranno il trattamento. Le ultime due fasi sono identiche alle prime, con l’eccezione che i soggetti saranno alimentati con una dieta bilanciata ipocalorica. Tutti i periodi di allettamento avranno una durata di 15 giorni.


Nel corso della settimana appena conclusa, il gruppo dei ricercatori udinesi, coordinato dal prof. Capelli e dal dott. Guglielmo Antonutto e composto dall’ing. Michela Cautero, dalla dott.ssa Simonetta Fusi e dal dott. Enrico Tam, ha portato a termine i primi esperimenti di controllo sui dieci soggetti ammessi come volontari allo studio. Nella seconda metà del mese di agosto è prevista una nuova spedizione per effettuare gli esperimenti al termine della prima fase di allettamento.

Al progetto partecipano vari gruppi di ricerca europei e nord americani, tra i quali operano anche due gruppi italiani: quello di Udine e quello del prof. Gianno Biolo della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Trieste. Gli esperimenti previsti durante la campagna sperimentale studieranno gli effetti dell’immobilizzazione sul metabolismo corporeo e muscolare, il rimodellamento osseo, il decadimento della funzionalità cardiovascolare, la regolazione della pressione arteriosa e la massima potenza aerobica.

I risultati ottenuti saranno utilizzati per sviluppare nuove contromisure contro gli effetti negativi dell’esposizione alla microgravità. Inoltre, avranno anche una notevole importanza in ambito clinico e, in particolare, nella medicina riabilitativa e preventiva. Ulteriori notizie riguardanti la campagna Stbr – Ip dell’Esa possono essere attinte dal sito http://www.stbr-ip.org/.