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  Universita' di Udine

(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 09/07/2001)

Nello scavo sono impegnati da tre settimane 20 studenti di Conservazione dei beni culturali (indirizzo archeologico) dell’Università di Udine, guidati dalla prof. Paola Cassola Guida e dalla dott.ssa Susi Corazza del dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali, che hanno ricevuto la visita del rettore dell’Ateneo, Furio Honsell, accompagnato dal presidente della Provincia di Udine, Marzio Strassoldo, particolarmente affezionato alla costruzione da lui scoperta 9 anni fa, all’inizio del primo mandato come rettore dell’Università del Friuli.

"La tomba risale al 1500-1700 a.C. e non contiene oggetti di valore – spiega Cassola – ma rappresenta una scoperta molto importante dal punto di vista scientifico e archeologico". È la prima volta, infatti, che in Friuli viene portata alla luce una tomba intatta e perfettamente conservata. Accanto alla tomba, inoltre, sono state scoperte le mura di una piccola fornace.

"Siamo stati fortunati – sottolinea Cassola – perché le prospezioni elettromagnetiche, sismiche e geoelettriche sono servite a rilevare la presenza di una grossa anomalia spostata verso nord-est e così abbiamo potuto cominciare a scavare nella direzione giusta".

Il tumulo, un tempo incluso nel comprensorio dell’ospedale psichiatrico e oggi appartenente all’azienda agraria universitaria, la scorsa estate era già stato oggetto di scavo durante la prima campagna di carattere esplorativo in cui erano stati compiuti alcuni saggi e una ricognizione del terreno.

La prossima campagna di scavo permetterà di acquisire l’intera struttura della tomba. "Saranno necessarie ancora 5 settimane – spiega Cassola – per portare a termine i lavori. Fondamentale sarà il coinvolgimento di un antropologo che potrà fornire le indicazioni utili all’acquisizione del corpo, oltre alla fotogrammetria e al calco della sezione".


Le prospettive sono ottime anche perché lo scavo ha la possibilità di essere effettuato sistematicamente con criteri scientifici e senza motivi di urgenza (a differenza degli interventi condotti in Friuli su strutture di questo tipo, eseguiti finora sempre in stato di emergenza).

Sarà necessario poi elaborare un progetto che consenta una sistemazione definitiva del tumulo, di cui potrà essere costruito un plastico e uno spaccato per approfondire lo studio di queste interessanti costruzioni risalenti all’età del bronzo antico-medio.

L’uso del tumulo come tomba individuale o collettiva è largamente noto nelle regioni del versante orientale dell’alto Adriatico, dove le caratteristiche del paesaggio e la scarsa antropizzazione hanno favorito la conservazione di strutture protostoriche.

In Friuli, in particolare, sono ancora oggi ben visibili, nell’alta pianura a est e a ovest del Tagliamento, un territorio dominato dalla presenza dei "magredi", pascoli magri propri di zone con terreni alluvionali, oltre 300 tumuli, anche se non tutti di carattere funerario.

Costruzioni di questo genere potevano essere dovuti ad attività di spietramento di campo, oppure essere utilizzate come belvederi annessi a ville signorili, o ancora come confini per delimitare i terreni in età romana.

I tumuli funerari sono circa una trentina. Uno dei più importanti è quello di Selvis di Remanzacco, dove fu ritrovato un pugnale di bronzo, datato 1700 a.C conservato nella tomba accanto. A presentare la tipologia più simile a quello di S. Osvaldo è però la tomba del tumulo di Campoformido, in cui fu ritrovata una parte dello scheletro del sepolto.