(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 06/07/2001)I
matrimoni tra parenti, si sa, sono spesso sconsigliati in quanto possibile causa di
malattie geneticamente trasmesse. Quello che non si sapeva, invece, è che da essi
potrebbero dipendere anche alcune malformazioni degli spermatozoi. A questa conclusione è
giunto un recente studio di alcuni ricercatori del Centro per lo Studio delle Cellule
Germinali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Siena , del Dipartimento di
Pediatria, Ostetricia e Medicina della Riproduzione (Sezione di Biologia Applicata) della
Università di Siena e del Centro di Riferimento Regionale per l'Infertilità Maschile
dell'Azienda Ospedaliera senese, pubblicato sull'ultimo numero di Human Reproduction.
Come è noto lo spermatozoo umano presenta molto spesso
anomalie strutturali che possono comprometterne la fecondazione. Queste anomalie compaiono
in genere in varia misura nell'eiaculato con fluttuazioni nella vita di ciascun individuo
anche dipendenti da eventuali terapie.
I ricercatori toscani hanno esaminato, grazie a raffinati
sistemi di Microscopia Elettronica a Trasmissione (TEM) e altre tecnologie molecolari, lo
sperma di 1600 uomini con problemi di infertilità, isolando all'interno del gruppo i
pazienti consanguinei (64 tra fratelli, figli di un matrimonio tra cugini ecc.). I
risultati hanno evidenziato alcune malformazioni quali, in gergo medico, "Testa
tonda", "Testa doppia", "Coda rigida" e "Coda mozza"
eccetera : anomalie molto pericolose in quanto la coda e la testa dello spermatozoo sono
due parti fondamentali perché consentono al seme di arrivare alla "meta", vale
a dire permettono la penetrazione nell'ovocita. |
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Nel gruppo dei 64 questi difetti erano presenti nel 27%
dei pazienti e riguardavano l'intera popolazione degli spermatozoi appartenenti a ciascun
individuo; nel secondo gruppo, invece, (1506 uomini non consanguinei) le medesime anomalie
si sono manifestate in meno dell'1% dei casi e solo su alcuni spermatozoi. A colpire in
modo particolare i ricercatori è stato però soprattutto il fatto che nessuno dei
pazienti appartenenti al gruppo dei 64 consanguinei ha risposto positivamente ai
trattamenti medici ai quali è stato sottoposto. Secondo Baccio Baccetti, Direttore del Centro per lo studio delle cellule
germinali del Cnr di Siena "la presenza contemporanea di queste due caratteristiche
-anomalie esistenti nella totalità degli spermatozoi e risposta negativa ai trattamenti
medici solo nei pazienti con casi di consanguineità in famiglia - può essere considerato
con grande probabilità indice di una origine genetica delle malformazioni. In questa
epoca in cui si tende a risolvere i problemi di fecondità maschile attraverso la
fecondazione assistita, conclude Baccetti, bisogna essere consapevoli che così facendo i
consanguinei hanno serie possibilità di trasmettere nel patrimonio genetico dei figli di
entrambi i sessi gli stessi difetti dei genitori". |