(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 07/12/2001)Dopo un
lungo lavoro, durato tre anni, si è riusciti, come ha spiegato il prof. De Paolis, ad
articolare un interessante curriculum didattico e a definirne le modalità organizzative.
Il Master, articolato in due indirizzi (beni archivistici e librari- beni archeologici ed
artistici), avrà un I semestre in comune tra i due, mentre il secondo ed il terzo
semestre avranno una valenza più specifica.
Di grande interesse le relazioni del Seminario del Direttore
dell'Istituto di Patologia del libro Carlo Federici e del Direttore del Museo Pecci di
Prato Bruno Corà. Il primo ha posto l'accento sulla fondamentale importanza, più che del
restauro, della prevenzione e della conservazione dei beni culturali: - |
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La conservazione - ha spiegato Carlo Federici - è il
prolungamento della vita di un bene, è un processo di rallentamento del suo
invecchiamento senza alterarne l'aspetto fisico -. Bruno Corà, docente anche di Storia
dell'arte moderna e contemporanea dell'Ateneo cassinate, si è soffermato sul ruolo del
conservatore di beni rispetto all'arte contemporanea, proponendo uno spunto originale per
una nuova visione di questa figura professionale. Figura professionale che questo Master
si propone di formare, capace di operare nel campo della conservazione e gestione del
patrimonio culturale nazionale ed internazionale. Nel corso del Seminario sono stati
espressi ringraziamenti per il Rettore uscente Oronzo Pecere e per il neo Rettore Paolo
Vigo che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante traguardo per l'Ateneo. |