Sezioni
Convegni&Congressi

Lista aggiornata dei convegni e dei  congressi in programma in Italia

Notizie Sindacali
e di Categoria
  • ADI
  • ANDU
  • CISL
    Ricerca
  • CNU
Bandi di concorso

Tutti i bandi di concorso per ordinari, associati, ricercatori, borsisti, dottorandi e per il personale tecnico ed  amministrativo

   Servizi
Brains' Network

C’è chi ha dei problemi. C’è chi può risolverli. Come fanno ad incontrarsi?

Contattaci

Per contattare la redazione di BUR


  Universita' dell'Insubria

(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 23/11/2001)

In particolare per ciò che concerne gli aspetti diagnostici Giorgio Noseda, Professore di Medicina Interna dell'Università di Berna, illustrerà le novità relative alla definizione e alla diagnosi della sindrome metabolica, Eloisa Arbustini, Direttore dell'Area Trapiantologica del Policlinico San Matteo di Pavia, tratterà le più recenti acquisizioni circa le modalità con cui la sindrome metabolica interviene nel determinare lo sviluppo di aterosclerosi, Luigina Guasti, Ricercatore di Medicina Interna dell'Università dell'Insubria, discuterà delle complesse relazioni che intercorrono tra malattia metabolica e controllo nervoso dell'attività cardiovascolare. Il ruolo del medico di Medicina Generale nella gestioni dei pazienti a rischio per malattie cardiovascolari verrà trattato, nei suoi aspetti di prevenzione e diagnosi precoce, da Daniele Ponti e Roberto Stella, rappresentanti delle società scientifiche di Medicina Generale (SIMG e SNAMI), con particolare attenzione al problema della prevenzione alimentare e delle modalità per individuare i soggetti a rischio. Luigi Bartalena, Professore Ordinario di Endocrinologia dell'Università dell'Insubria, affronterà il tema dell'obesità, un problema di crescente rilevanza clinica, discutendo le nuove acquisizioni relative ai meccanismi che portano allo sviluppo dell'obesità. Per quanto riguarda le novità in campo terapeutico, Anna Maria Grandi, Professore Associato di medicina Interna dell'Università dell'Insubria, discuterà delle nuove prospettive nel campo della cura dell'ipertensione arteriosa, Stefano Taddei, Professore Associato di Medicina Interna dell'Università di Pisa, esporrà le possibilità di intervento terapeutico sulle alterazioni vascolari che portano all'aterosclerosi, infine Ivano Franzetti, Dirigente Medico presso l'U.O. Diabetologica dell'Ospedale di Circolo, presenterà una nuova classe di farmaci introdotti molto recentemente per la terapia del diabete, discutendone i meccanismi d'azione e l'impiego clinico. Le malattie cardiovascolari, quali l'infarto del miocardio e l'ictus cerebrale, rappresentano la principale causa di morte nei paesi occidentali, sia per le donne che per gli uomini. L'insorgenza di danni cardiovascolari è determinata da molteplici fattori, tra i quali rivestono un ruolo particolarmente importante l'ipertensione arteriosa, il diabete mellito, l'obesità e le dislipidemie (alterazioni dei livelli di colesterolo e trigliceridi ). Ciascuna di queste malattie costituisce di per se stessa un fattore di rischio cardiovascolare, ma il rischio aumenta notevolmente quando tali condizioni patologiche, come molto spesso accade, sono tra loro associate, a costituire quella che attualmente viene definita "sindrome metabolica". E' quindi fondamentale, nell'affrontare la gestione di un paziente iperteso, obeso, diabetico oppure dislipidemico, valutare anche l'eventuale presenza di altre componenti della sindrome allo scopo di definire sia il reale livello di rischio cardiovascolare del paziente, sia la terapia dietetico-comportamentale e farmacologica più opportuna non solo per correggere il singolo problema (ipertensione, diabete, obesità o dislipidemia), ma anche per ridurre globalmente il rischio cardiovascolare del paziente.


Ciascuna delle condizioni patologiche che compongono la sindrome metabolica infatti dovrebbe essere diagnosticata e trattata per tempo allo scopo sia di ridurre il rischio di danni cardiovascolari, sia di limitarne l'entità se tali danno sono già presenti. Benchè tutto ciò sia noto da tempo, in realtà le valutazioni più recenti evidenziano come la strada da percorrere per un efficace controllo del rischio cardiovascolare sia ancora molto lunga. Infatti, se esistono molti farmaci in grado di ridurre da soli o in associazione la pressione arteriosa entro valori normali, analisi recenti dimostrano che un'elevata percentuale di pazienti con ipertensione arteriosa non viene ancora trattata in modo adeguato, vale a dire fino ad ottenere la normalizzazione dei valori pressori. Un discorso analogo riguarda il problema delle dislipidemie: l'aumento di colesterolo e trigliceridi costituisce un elemento importante nel determinare lo sviluppo di aterosclerosi, ma anche in questo ambito spesso i pazienti vengono mantenuti con livelli di lipidi non adeguatamente ridotti. Studi molto recenti hanno dimostrato che uno stretto controllo della glicemia consente di ridurre e procrastinare le complicanze della malattia diabetica, ma anche in questo ambito spesso ci si accontenta di una riduzione della glicemia non sufficiente. Un altro problema di enorme rilevanza è l'obesità la cui frequenza sta aumentando notevolmente anche in Italia e il cui impatto sull'incidenza di malattie cardiovascolari è molto rilevante. Qualunque intervento per ridurre il rischio cardiovascolare richiede necessariamente l'introduzione di corrette abitudini dietetico- comportamentali: è infatti ormai ampiamente dimostrato che una giusta alimentazione (ricca di grassi insaturi, pesce, frutta, verdura e povera di carni rosse e grassi saturi) e l'esercizio fisico regolare costituiscono l'unico efficace intervento per ridurre il peso corporeo, migliorano il controllo della glicemia e il profilo lipidico e riducono i valori della pressione arteriosa. La terapia farmacologica, quando necessaria, dovrebbe essere sempre associata alla terapia dietetico- comportamentale: quest'ultima spesso non è sufficiente a controllare da sola le diverse sistuazioni patologiche, ma è certamente utile nel ridurre per esempio la quantità di farmaci eventualmente necessari. Data l'enorme rilevanza delle condizioni patologiche che compongono la sindrome metabolica, sono in continuo divenire gli studi relativi sia alla diagnosi sia al trattamento di tali patologie: le più recenti acquisizioni in questo campo saranno oggetto del simposio di sabato prossimo.