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  Universita' di Bologna

(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 29/05/2001)

Il primo campo di applicazione della firma digitale saranno i verbali degli esami. La procedura sarà utilizzata per gestire i verbali d'esame dell'ateneo, a regime un numero gigantesco, se si moltiplicano i centomila studenti per un minimo di tre esami annui ciascuno. Da pochi giorni il sistema è già concretamente applicato nella Facoltà di ingegneria (corso di laurea in ingegneria delle telecomunicazioni e Bologna e Cesena) a cui sono iscritti oltre cinquemila studenti Il sistema sarà applicato progressivamente a tutte le facoltà, si prevede entro il 2003.

Entrando più in dettaglio tecnico, il sistema (UNIWEX) permette ai docenti del DEIS (Dipartimento di Elettronica Informatica e Sistemistica) di registrare gli esami dei propri studenti accedendo a un sito web, introducendo i dati richiesti (voto, quesiti etc.) e firmando digitalmente insieme ai commissari il verbale dell'esame appena sostenuto dallo studente.

I voti sono automaticamente trasmessi al calcolatore di ateneo per l'inserimento della carriera dello studente. Il meccanismo sarà gradualmente esteso alle varie facoltà nei prossimi anni e produrrà benefici sia economici che organizzativi.

Si calcola che a regime (ovvero quando il sistema sarà stato introdotto in tutte la facoltà) questo permetterà di liberare risorse di personale per un controvalore stimato di circa 2 MLD per anno. Dal punto di vista organizzativo questo permette di garantire digitalmente i dati (ovvero di garantirne l'integrità) e soprattutto di semplificare enormemente le procedure di archiviazione. Al posto della archiviazione dei tradizionali verbali cartacei, infatti, saranno archiviati dei CD-ROM opportunamente predisposti che oltre all'evidente risparmio di spazio, permetteranno un immediato reperimento delle informazioni relative agli esami degli studenti.

Sono già allo studio altre applicazioni della firma digitale in ateneo sulla base delle indicazioni della legge Bassanini e nel quadro di una possibile collaborazione con il Comune e gli altri enti locali interessati alla tecnologia.


La firma digitale si basa su una tessera di plastica (della dimensione di una carta di credito) a microprocessore che permette di associare in modo assolutamente non contraffattibile (a differenza della firma autografa tradizionale) un codice (collegato indissolubilmente a una persona fisica) a un documento informatico (una lettera, un file..); di più, un documento firmato digitalmente non può essere alterato in alcun modo, pena l'invalidazione dell'intero documento e della relativa firma. L'identità della persona che ha apposto la firma digitale (ovvero il collegamento del codice apposto con la persona fisica) è certificata in modo notarile da specifiche società di "certificazione" abilitate a tale funzione dall'AIPA (Autorità Informatica per la Pubblica Amministrazione). Il meccanismo operativo è relativamente semplice. Ad ogni persona dotata di firma digitale da parte delle società di certificazione sono collegate due "chiavi" (chiavi di cifratura e decifrazione): una chiave pubblica disponibile a tutti, tramite le società di certificazione, e una privata, segreta, consegnata alla persona e presente nella carta a microchip (NON estraibile e quindi non riproducibile).

Chi firma un documento appone informaticamente la sua chiave privata al documento stesso nella sua interezza e chiunque voglia verificarne la firma deve soltanto richiedere via Internet alle società di certificazione la chiave pubblica del soggetto firmatario per verificarne l'autenticità, confrontando appunto chiave pubblica e firma apposta. Di converso chi voglia inviare a una persona un documento riservato (ad esempio un messaggio di posta elettronica, le informazioni di una carta di credito, un messaggio riservato etc…) deve soltanto cifrarlo con la chiave pubblica del destinatario: il documento informatico sarà leggibile soltanto dal possessore della relativa chiave privata, ovvero il destinatario stesso.

Il sistema è stato realizzato da Logital SpA ed è commercializzato da UNIMATICA SpA (http://www.unimaticaspa.it), società a capitale misto (Università e Logital SpA) costituita alla fine del 2000 e operante nel campo dei sistemi di sicurezza e dei sistemi web. Presidente di UNIMATICA è il prof. Giovanni Neri, ordinario della facoltà di ingegneria, che è anche il responsabile scientifico del progetto.