(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 28/05/2001)" I
soggetti portatori di tali disturbi - spiega il professor Muzzonigro - e sottoposti ad
accurati accertamenti diagnostici, tra i quali l'esame di urodinamica, possono offrire un
quadro clinico che non permetta un trattamento di terapia medica, e consenta invece l'uso
della neurostimolazione sacrale. In tali casi si può procedere alla regolarizzazione
dell'attività della vescica mediante stimolazione dei nervi sacrali. La guarigione da
tali patologie, è evidente, comporta un notevole miglioramento della qualità della
vita".
In che cosa consiste la neurostimolazione sacrale?
"Lo stimolatore vescicale è costituito da un filo metallico che viene
posizionato in stretta prossimità del nervo sacrale, e l'esatto posizionamento viene
verificato con l'invio di piccoli stimoli elettrici, da un neurostimolatore che viene
impiantato sotto la pelle, come fosse un pace-maker per il cuore". |
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L'intervento per l'impianto è complesso?
"Niente affatto: l'intervento chirurgico - secondo una procedura ormai applicata in
tutto il mondo - può essere eseguito anche in anestesia locale e ha la durata di circa
un'ora".Qual è la vostra esperienza
attuale?
"Il 23 marzo l'équipe della Clinica Urologica di Ancona" ha impiantato tre
stimolatori vescicali a tre pazienti che soffrivano da tempo di incontinenza urinaria non
trattabile con altri metodi o terapie mediche. I tre pazienti hanno già eseguito il primo
controllo post-operatorio con attivazione del sistema e hanno riferito un ottimo
miglioramento con regressione completa dei disturbi minzionali".
Ad Ancona la procedura è stata studiata dal Centro di
Ricerca "Incontinenza Urinaria e Pavimento Pelvico" dell'Università, che
collabora con l'Azienda Ospedaliera Umberto I. Ulteriori informazioni possono essere
reperite dal sito web www.csi.unian.it/urology
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