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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 28/05/2001)

In particolare sono stati presentati progetti di recupero edilizio utilizzando la natura come elemento determinante: esempi di edifici bioclimatici in cui la natura s'inserisce nell'edificio creando un sistema chiuso. Emblematico, dell'ideologia dell'isolato bioedile è il grattacielo di Osaka alto mezzo chilometro, che restituisce il territorio alla natura, ma abbandona l'idea di scala urbana: esempio di concentrazione edilizia che rifiuta la città ed offre un'idea tra il visionario e lo speculativo.

Dopo un excursus sull'architettura contemporanea, si è entrati nella questione della salvaguardia del territorio e sono emersi due fattori determinanti: la dimensione del suolo utilizzato e il costo degli spostamenti.

Con alcuni diagrammi che mettono in relazione il numero di piani, il suolo occupato, i consumi per i collegamenti, le tipologie di trasporto, si conferma un'ipotesi di sistema insediativo con edifici di 4 piani, densità di 100 abitanti ad ettaro ed una dimensione di ambito di circa due chilometri.

L'ipotesi di questo modello, che ritroviamo anche nel neo-urbanesimo statunitense, sviluppa l'idea di recupero dell'area urbana di abitazione sostenibile; da qui il discorso della città fatta di nodi e collegamenti.


Interessante è la descrizione della città pedonale, con i sistemi che integrano pedoni ed automobili, ed il modello di contaminazione residenziale e commerciale che riduce i trasporti ed i collegamenti. Alcuni progetti a scala urbana esemplificano le linee guida delle ipotesi urbanistiche ed il rapporto diretto tra casa e strada, ovvero il recupero della dimensione umana.

Il ragionamento sul disegno della città si chiude con la presentazione di opere di trasformazione dell'organismo edilizio con l'inserimento di sistemi solari passivi: l'idea di serra come superfetazione, l'idea di serra integrata nell'edificio e l'idea di serra che diventa architettura.

Infine l'attenzione si è concentrata sulla realizzazione di microclimi in edifici realizzati in paesi caldi: le corti di Siviglia in Spagna, la copertura del sito archeologico dell'isola di Santorini in Grecia, le torri di raffreddamento e le parenti ventilate.

In tal senso è emerso un percorso attraverso l'architettura nel suo rapporto con la natura e l'utilizzo dello strumento progettuale come elemento propulsore per promuovere un'idea di sostenibilità.