(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 08/05/2001)Si tratta
di un patrimonio prezioso della città di Bologna, che merita di essere conservato e
rilanciato, secondo le linee individuate dal documento comunale che ne prevede la
trasformazione in fondazione, per continuare a svolgere la sua azione educativa e
culturale. Da tempo è stata avviata una discussione intorno all'esigenza di ridisegnare
la fisionomia del Centro e conferirgli una struttura societaria più solida e adeguata al
nuovo contesto nel quale esso si trova ad operare. Questa situazione di scarse risorse
economiche - in particolare sulla villa, disabitata da trenta e più anni, che necessita
di grossi interventi di restauro - e di crisi di identità, hanno stimolato presidente e
consiglieri del Centro Villa Ghigi - i professori Umberto Bagnaresi, Paolo Pupillo,
Francesco Corbetta - ad avanzare delle proposte, di cui si discuterà nel corso del
convegno
"Villa Ghigi: un parco tra città e collina" che si terra' Mercoledi 9 maggio
dalle ore 9,30 presso l' Accademia delle Scienze, via Zamboni 31, Bologna
Al congresso parteciperanno numerosi studiosi ed esperti.
L'ultima parte del convegno sarà dedicata alle proposte e coinvolgerà il soprintendente
per i beni le attività culturali Elio Garzillo, l'assessore alla sanità del Comune Gian
Paolo Salvioli, i docenti dell'Ateneo di Bologna prof. Giorgio Praderio (architettura) e
Gilmo Vianello (scienze agroambientali), l'assessore regionale all'agricoltura Guido
Tampieri, l'assessore provinciale all'ambiente Forte Clò, e l'assessore all'Urbanistica
del Comune di Bologna Carlo Monaco. |
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Tra le proposte avanzate dal Centro, c'è anzitutto il
rilancio del suo ruolo di centro di educazione ambientale cittadino, consolidando e
ampliando i servizi che svolge per le scuole bolognesi, affiancando una più organica
opera di consulenza e aggiornamento dei docenti e ritrovando anche la funzione di
"palestra" per studenti e neolaureati delle facoltà scientifiche.In questa prospettiva notevole significato assume l'opportunità di
trasferire la sede del Centro in uno degli edifici rurali del parco di Villa Ghigi e di
conferire a esso la gestione diretta dell'area verde, che è tra le più ampie, gradevoli
e interessanti della città e potrebbe, sulla base di una serie di interventi già in gran
parte individuati, trasformarsi in una sorta di museo all'aperto dell'ambiente
pedecollinare bolognese, coinvolgendo le scuole, dalla materna all'università, in un
progetto di valorizzazione didattica del parco.
Per quanto riguarda il settore della divulgazione il Centro
può porsi come uno strumento privilegiato del Comune, della Provincia di Bologna, e della
Regione Emilia Romagna, per il coordinamento, l'elaborazione e la cura di materiali
informativi, divulgativi e promozionali indirizzati alla conoscenza e alla corretta
fruizione dei beni ambientali. |