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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 28/12/2001)

Cosa che a volte non e' un bene, perche' puo' generare confusione negli ignari visitatori. Ma lo scopo di Vezzosi e' quello di offrire un ulteriore contributo alla conoscenza, nel nome di una ''ricerca inesauribile, che va dal passato al presente''. Nelle sale dell'Armeria Inferiore, in quelle del Giretto Coperto, della Biblioteca e di Amore e Psiche (affrescate da Perin del Vaga e Pellegrino Tibaldi, seguaci di Raffaello) sono esposti nove disegni, inediti e mai visti prima, alcuni autografi, altri attribuiti a Raffaello o a suoi allievi.

La rassegna, ha detto Vezzosi, deve servire anche per ricreare il modo di lavorare del grande artista rinascimentale e della sua bottega, distinguere tra copie e variazioni.


Scoprire come anche Raffello perfezionasse le sue intuizioni su un cammino di grazia e di bellezza ininterrotto, opera dopo opera. Oltre al disegno autografo di Raffaello per lo studio del 'Fanciullo indemoniato' (che compare nella 'Trasfigurazione', l'ultimo capolavoro destinato ad adornare il catafalco dell'artista nel Pantheon) e quello per il 'Bacco' del 'Banchetto degli Dei', l'affresco della Farnesina realizzato dai suoi allievi con Giulio Romano, ci sono dipinti, formelle in ottone, due tondi di Bartolomeo Caporali. Il percorso della mostra si conclude con una sezione dedicata all'arte contemporanea, per evidenziare come anche nel '900 Raffaello sia stato un punto di riferimento per movimenti artistici che apparentemente non l'hanno troppo apprezzato. Tra le opere quelle di Renato Mambor, Luca Patella, Stefano Arienti. E l'autoritratto di Luigi Ontani, un'immagine fotografica che ritrae l'artista in veste da Raffaello.