(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 04/12/2001)
La Doria Pamphilj esporra' le ''Lunette
Aldobrandini'' rimesse a nuovo insieme ad altri dipinti seicenteschi: due nature morte di
Abraham Brueghel e Baldassarre De Caro e due ''Maria Maddalena'' di Jacob van Loo e
Pasquale Chiesa, tutti facenti parte della collezione. Ponendo in primo piano la
collaborazione con i privati e i risultati che questa puo' portare, Sgarbi ha detto che
''la Galleria Doria Pamphilj e l'azienda A.T. Kearney hanno fatto in questa impresa le
veci dello Stato, hanno dato vita ad un esempio di tutela e' un modello applicativo
dell'articolo 22, ora 24, della legge Finanziaria''. Capolavoro del Classicismo
seicentesco eseguito da Annibale Carracci e dalla sua scuola, il ciclo delle Lunette
Aldobrandini e' celeberrimo in quanto il primo dipinto, ''La Fuga in Egitto'' attribuita
ad Annibale Carracci, rappresenta il massimo esempio di quel paesaggio ideale ripreso poi
da Lorrain e Poussin; inoltre lo stesso ciclo ha segnato la nascita del ''genere'' del
paesaggio. Le due nature morte e i ritratti della Maddalena non sono, a parere di Sgarbi,
opere di particolare pregio artistico, tuttavia testimoniano il rigore conservativo della
galleria e la disponibilita' della A.T. Kearney, che ha accolto l'invito a finanziare il
restauro di autori non di grande risonanza. |
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Se l'intervento - costo 100 milioni - per le lunette non ha
chiarito le attribuzioni alle singole personalita' della scuola Carracci, per le altre
opere ha rivelato particolari come la censura delle due Maddalene, la cui scollatura era
stata pudicamente coperta. Secondo Sgarbi le gallerie pubbliche a Roma, come la Barberini
e la Corsini, dovrebbero dimostrare un maggior impegno nella conservazione, nella tutela e
nella cura degli allestimenti. Al contrario, gallerie private come la Doria Pamphilj o la
Colonna sarebbero un modello di tutela esemplare: oltre alla collaborazione con sponsor
privati, la Pamphilj ad esempio ha deciso di dare le opere ''in affitto'' quando vengono
richieste in prestito per esposizioni. ''Queste ed altre cose erano presupposte
dall'articolo 22 - ha detto - ma per evitare le inutili polemiche che sono nate, cui
quest'impresa e' una risposta indiretta, ho accettato l'emendamento dell'opposizione. Non
potevo dire - ha continuato - ne' per la sostanza ne' per la forma, che non fossi
favorevole a quel testo. Il contenuto e' perfettamente coincidente con lo spirito e il
testo dell'articolo 22 ma espresso con parole diverse: non c'e' piu' scritto 'a privati',
ma 'a soggetti non statali', questa e' l'unica variante sostanziale. Abbiamo dimostrato le
nostre intenzioni di massimo rigore nella tutela e la volonta' di tentare di far entrare i
privati nella gestione, secondo un modello che oggi e' stato confermato qui''.
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