(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 23/11/2001)
Mambor, tra i protagonisti della ricerca
artistica romana degli anni '60-'70, fautore di una pittura raffreddata e oggettiva, per
questo capace di continue invenzioni linguistiche, si interfaccia con la tecnica fondata
sul colore, nelle sue varie valenze, abbracciata da Eustachio, nella realizzazione di
singolari, dinamiche 'cartoline', riservando ognuno per se' uno spazio apparentemente
invalicabile. Quello del francobollo e quello del cartoncino, che di volta in volta i due
artisti si sono scambiati per un anno, creando missive suggestive, sfumate o contrapposte,
di grande poesia, in una continuita' che sorprende. |
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Amici di vacanze sulle Dolomiti trentine, solo quest'anno hanno
scelto di incontrarsi in un modo piu' profondo, che Renato Mabor, nei suoi lavori con gli
amici, negli anni '70, ha sperimentato piu' volte. ''Interagendo con un altro artista,
soprattutto se di formazione diversa dalla nostra - spiega Mambor - qualcosa di noi si
apre per raccogliere il segno dell'altro, che si stende sul foglio e non c'e' piu' traccia
di giudizio. In questo distacco, io mi estendo''. Il dialogo pittorico di Mambor ed
Eustachio conta ora 43 'Corrispondenze', che sono destinate a diventare 50, quando il
prossimo anno, in montagna, completeranno il ciclo.
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