(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 22/10/2001)
Adesso, ha spiegato Mahon, l'antiquario ha
deciso di smettere di lavorare per dedicarsi ad attivita' filantropiche in India e di
vendere l'opera di Carracci, il cui ricavato sara' devoluto per aiutare i bambini piu'
bisognosi di quel paese. La mostra ai Musei Capitolini, incentrata sul dipinto ritrovato,
ha rivelato Mahon, in realta' ha lo scopo di pubblicizzare l'accaduto e spingere gli
sponsor ad acquistare l'opera per donarla poi al museo romano. Il dipinto, infatti,
secondo lo studioso inglese, fu eseguito da Carracci mentre era a Roma, poco prima della
morte (1609) e lo si ritrova di proprieta' del cardinale Flavio Chigi a fine '600. Poi
probabilmente passo' alla Collezione Borghese, di cui segui' la sorte con la conseguente
dispersione in epoca napoleonica.
Il capolavoro torna dunque a Roma dopo tre
secoli e la mostra realizzata per riproporlo al pubblico, pur essendo piccola (ci sono tre
opere di Carracci e 'San Giovanni Battista' di Caravaggio) e' di grande importanza perche'
fa luce sugli ultimi anni di attivita' del pittore bolognese. |
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Nel 1604, Carracci fu colpito da una grave malattia che, a detta
della critica dei secoli passati, impedi' all'artista di creare. I dipinti da lui eseguiti
in quegli anni diventavano quindi opera della sua bottega, nel migliore dei casi appena
tratteggiati da Carracci. Invece, spiega Mahon, dal 1607 al 1609, il pittore non lavoro'
molto, ma concepi' alcune opere di grande bellezza, cambiando pero' l'influsso stilistico
da Correggio al tardo Raffaello di Giulio Romano. Esempi di questa evoluzione sono il 'San
Giovannino dormiente' e la 'Sacra Famiglia', che tra loro hanno un forte legame stilistico
nel paesaggio, nella cura dei capelli inanellati delle figure principali. Inoltre, i
fanciulli che appaiono nelle due tele sono praticamente identici.
Alla domanda su come Mahon abbia capito che si
trattava veramente della mano di Carracci e non dei suoi allievi, lo studioso ha
candidamente risposto ''E' evidente. Sono capolavori''. Comunque, Mahon ha trovato
lettere, documenti, testimonianze coeve che attestano l'autenticita' delle sue ipotesi. |