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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 06/07/2001)

In mostra 160 opere, provenienti da 60 musei italiani. ''Sara'- ha promesso Paolucci - dal punto di vista didattico, come sfogliare in un manuale, tutte le tappe piu' importanti del nostro Rinascimento, da Michelangelo a Leonardo, da Raffaello a Tiziano, da Tintoretto a Veronese, da Luca della Robbia a Piero della Francesca.

Il sindaco Veltroni si e' detto soddisfatto di questo suo primo atto , nel settore della cultura, che arriva neanche alla scadenza del primo mese del suo mandato, perche' ''sara' possibile offrire ai romani e ai visitatori stranieri una delle mostre piu' rilevanti e popolari, in uno dei luoghi di maggior pregio espositivo della citta'''. Veltroni ha annunciato che l'obiettivo, nei prossimi mesi, e' un piano pluriennale di programmazione e l'ampliamento della stagione delle Scuderie anche nei mesi estivi, ma non ha voluto fornire anticipazioni su quale sara' il futuro assetto gestionale del museo.

''Abbiamo un'ipotesi su cui stiamo lavorando - ha detto - decideremo in un paio di mesi ,ma il riserbo e' d'obbligo perche' stiamo parlando della casa del presidente della repubblica.'' ''Presentiamo il Rinascimento attraverso le capitali in cui e' nato e si e' diffuso - ha spiegato Paolucci, illustrando il percorso della mostra - in modo speciale Urbino, emblema della 'citta' ideale', com'e' rappresentata nella famosa opera di autore ignoto, che sara' presente nella mostra''.

Si parte dalla grande scoperta della visione prospettica del '400 con Brunelleschi, Masaccio, Donatello e Luca della Robbia, per arrivare a Piero della Francesca e all'affermazione del naturalismo.


Al secondo piano il Rinascimento ''maturo'' di Leonardo, con i disegni dalla Biblioteca Reale di Torino, di Michelangelo , con il ''Bruto'' dal Museo del Bargello di Firenze e di Raffaello, di cui dalla galleria Palatina di Firenze c'e' ''La velata''.

Tiziano e' presente con due capolavori: il ''Ritratto di Pietro Aretino''(Galleria Palatina) e ''Flora''(Uffizi) poi la grande stagione del '500 veneto, con Paolo Veronese e Tintoretto e la magnificenza anche delle altre corti cinquecentesche. ''Il percorso della mostra finisce- ha concluso Paolucci- dov'era cominciato, a Firenze, dove nascono, quasi contemporaneamente i pilastri della museografia, della critica d'arte e dell'esposizione con la nascita, nel 1564 dell' Accademia delle arti del disegno, con la pubblicazione, nel 1568, della Critica d'arte del Vasari e con l'apertura, nel 1581, della prima galleria moderna, quella degli Uffizi''.

Grande il successo della mostra a Tokyo, dove si stima che l'8 luglio, quando chiudera' i battenti, saranno complessivamente 600 mila i visitatori e 60 mila i cataloghi venduti. Paolucci ha ricordato le critiche per i tanti capolavori che partivano per l'estero, (la copertura assicurativa e' di 1000 miliardi di lire) ha citato Alberto Arbasino, secondo cui era la piu' bella mostra sul Rinascimento e considerava un peccato che gli italiani non l'avrebbero vista mai . Invece le opere arriveranno a Roma, distribuite in 60 viaggi, negli ultimi giorni di luglio e, dopo un mese necessario per l'allestimento, saranno esposte, entro i primi giorni di settembre.