(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 05/07/2001)
Il volume (566 pagine -568 illustrazioni -210
mila lire), si avvale del contributo di sedici studiosi, quindi di altrettante competenze,
per raccontare in maniera chiara e completa la tappa fondamentale della storia delle arti
e dei mestieri in Italia e tracciare il profilo storico del secolo che ebbe tra i suoi
piu' illustri protagonisti Giorgio Vasari, Andrea Palladio, Michelangelo, Galeazzo Alessi,
Jacopo Barozzi da Vignola, Giacomo Della Porta, Bartolomeo Ammannati e molti altri.
Il volume prende in considerazione il mutare
della condizione sociale dell'artista ed il suo rapporto con le committenze nelle diverse
citta' italiane Attraverso un'analisi storico- artistica, con un approccio rigoroso,
sistematico ed aperto, gli autori cercano di offrire un quadro dinamico e completo del
periodo in cui l'architettura diviene fenomeno tipicamente urbano, simbolo di potere nelle
mani del committente.
Cio' che accomuna i Farnese a Roma, i Savoia a
Torino, gli Este a Ferrara, i Medici a Firenze ed altre illustri famiglie, e' l'esigenza
di trovare architetti ed artisti che sappiano interpretare e rendere visibile e tangibile
la loro grandezza.
Per questo il nome dei progettisti e' speso
associato ad un luogo o ad una dinastia creando binomi quasi indissolubili che si
manifestano in opere grandiose come gli interventi a Palazzo Vecchio e gli Uffizi a
Firenze (di Vasari per la famiglia Medici), la chiesa di Santa Maria di Carignano ed il
rifacimento della citta' portuale di Genova ( di Alessi per i Doria), i lavori di Vignola
per i Palazzi dei Farnese e Villa Giulia a Roma (per Giulio III), la sistemazione della
Piazza del Campidoglio ed il progetto di completamento di S. Pietro di Michelangelo e,
infine, le numerose chiese e ville del Palladio nel Veneto.
Celerita' e quantita' sembrano caratterizzare
l'architettura italiana del Cinquecento. Tutto cio' fu possibile per la suddivisione dei
compiti nel progetto e nella gestione delle fabbriche che divennero veri e propri
organismi direttivi tanto da poter essere definiti ''l'occhio del committente, del quale
materializzano la volonta' e le intenzioni. |
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Cosi' che, in definitiva, l'unico, autentico, fattore determinante per la
continuita' dell'opera e per la sua visione complessiva, risulta piu' che l'architetto, il
committente che invera la metafora di Filarete secondo cui egli e' il vero padre
dell'architettura, essendone l'architetto la madre''.
In occasione della presentazione del volume e'
stato anche presentato, sempre per la collana 'Storia dell'Architettura Italiana', 'Il
Settecento' a cura di Giovanna Curcio ed Elisabeth Kieven (Electa) uscito alcuni mesi IL
volume (586 pagine - 736 illustrazioni - 250 mila lire) realizzato con un eccellente
contributo scientifico e corredato da un ampio apparato iconografico, ripercorre
l'evoluzione dell'architettura italiana del Settecento, secolo chiave nella tradizione
dell'età 'moderna'.
La recente fioritura degli studi sul Settecento,
favorita dalla ricchezza delle fonti iconografiche, documentarie, letterarie e dalla
sussistenza di gran parte delle architetture, richiedeva una sintesi, tentata nei 27
capitoli del libro, che si avvale del contributo di 23 diversi autori e, dunque, di
altrettante differenti competenze, curiosità, interessi, priorità, metodologie e stili
narrativi, che sono stati il più possibile rispettati nell'intento di offrire un quadro
dinamico e aperto.
Il volume, che si propone comunque come un
percorso selettivo e non enciclopedico, prende in esame da un lato le differenti scuole
architettoniche regionali, tracciando un profilo dei protagonisti dell' architettura
italiana settecentesca. |