(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 02/07/2001)
La nave, lunga 38 metri e larga cinque,
affiancata da un secondo relitto adibito a trasporto a fondo piatto e di 24 metri di
lunghezza e di sei di larghezza, e' un unicum anche sul fronte archeologico. Le due
imbarcazioni furono infatti utilizzate - dopo la loro dismissione dalla navigazione - per
creare una barriera con pali perimetrali infissi nella laguna per difendere l'isola di San
Marco in Boccalama, dove c'era un monastero, che per effetto della subsidenza stava
affondando, come poi avvenne.
Dopo una serie di indagini subacquee sulle
imbarcazioni e sul manufatto in cui sono state inserite, l'area su cui giacciono le navi,
ma anche l'intera isola di San Marco in Boccalama, verranno isolate - secondo quanto |
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annunciato - con un sistema di paratie e quindi fatte emergere dall'acqua per
studi ancor piu' approfonditi, previsti per piu' fasi di intervento.
Il progetto di rilevazioni sui relitti di
Boccalama e' il primo in Italia, e tra i pochi al mondo, che prevede la messa in asciutto
di una vasta area sommersa per lo studio delle sue antiche sembianze. Le rare analoghe
operazioni, ma comunque di minore entita', sono state condotte da archeologi danesi su
relitti vichinghi. |